
Un verso di Jalal al-Din Rumi, tra
i più celebri poeti e mistici della tradizione persiana, dà il
titolo a un appuntamento che promette di intrecciare
riflessione, arte e musica. Il 21 giugno, a Torino, in via San
Pietro in Vincoli, si terrà infatti “Senza il suo tamburo non
c’è gioia”, evento dedicato al rapporto tra il Sufismo e la
contemporaneità.
Più che una semplice conferenza, l’iniziativa si propone
come un percorso tra parole, suoni e immagini per comprendere
come la tradizione mistica persiana continui ancora oggi a
influenzare linguaggi artistici e culturali molto diversi tra
loro. Nel corso dei secoli, infatti, il Sufismo ha superato i
confini della religione e della geografia che lo hanno visto
nascere, ispirando opere letterarie, musicali e visive ben oltre
il mondo islamico e mediorientale.
Il focus dell’incontro sarà proprio questo: capire come simboli,
archetipi e testi poetici della tradizione sufi siano riusciti a
dialogare con la modernità, trasformandosi in un patrimonio
culturale aperto e accessibile, capace di parlare a pubblici e
sensibilità differenti.
A guidare il confronto saranno studiosi e artisti
provenienti da percorsi diversi. Interverranno Farian Sabahi,
docente di Storia contemporanea all’Università dell’Insubria,
Francesco Occhetto, scrittore, traduttore e studioso della
cultura persiana, Thoni Sorano, musicista e divulgatore delle
tradizioni musicali mediterranee e mediorientali, e Masih
Karimi, artista iraniano residente in Italia che coniuga ricerca
visiva e musicale. Tra interventi divulgativi e performance
artistiche, il pubblico sarà accompagnato in un viaggio
attraverso una tradizione che continua a reinventarsi nel
presente. A chiudere la serata sarà il concerto dei Rend
Collective.
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Fonte Ansa.it