
Quali storie metteremmo in salvo
potessimo o dovessimo farlo? In occasione della 38esima edizione
del Salone del Libro di Torino, il cui tema è proprio il “mondo
salvato dai ragazzini”, la Scuola Holden ha allestito un intero
stand con l’obiettivo di provare a dare una risposta a questa
domanda e, nel farlo, ha affidato il compito ai veri
protagonisti della fiera: i visitatori. Dal 14 al 18 maggio,
infatti, all’interno dello stand – realizzato dallo studio di
architettura Diego Grandi Office – al Padiglione Oval il
pubblico ha avuto l’occasione di depositare un proprio messaggio
o testimonianza all’interno del phoneboot allestito per
l’occasione, dove sono stati registrati oltre 1.000 vocali che
celebrano le storie come il luogo in cui ritrovarsi e
riconoscersi umani. Ha partecipato alla call to action anche
qualche autore che ha lasciato il suo personale messaggio. Tra
gli altri, Alessandro Baricco, Roberto Saviano e Saverio
Raimondo.
Il prezioso materiale audio è diventato parte di una
performance artistica collettiva grazie alla collaborazione con
l’Associazione Mission to Art che ha coinvolto cinque street
artist e illustratori – Fijodor Benzo, Kiki Skipi, Max Petrone,
Viola Ghesmundo e Giulia Frascari – per imprimere su tela le
storie del Salone del Libro 2026. Da La storia infinita che –
commenta Petrone – è l’insieme di tutti racconti e le avventure:
è la storia di tutte le storie. Cambia volto in ogni lettore,
continua in ogni racconto e prosegue ogni volta che qualcuno ha
il coraggio di credere ancora nella lunga vita delle storie,
all’immaginario del Maestro dell’Horror Stephen King, dai viaggi
di Gulliver a Le Mille e una notte con Sherazade che notte dopo
notte racconta storie al sultano per rimandare la sua condanna a
morte, fino all’omaggio alla Fiera e alle sue molteplici storie,
nell’opera di Viola Ghesmundo dal titolo Le storie siamo noi
dove “l’intreccio di volti diversi mostra l’effetto reale che le
storie hanno sulle persone, persone che diventano il mezzo vivo
attraverso cui il passato si trasforma in presente e il presente
in futuro”.
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Fonte Ansa.it