
(ANSA) – ALESSANDRIA, 25 FEB – “La situazione è molto grave.
La proprietà non può più nascondersi e la vicenda si può
chiudere solo con un’azione ministeriale”. Lo dicono i
lavoratori della Pernigotti che oggi sono tornati a manifestare
davanti al cancello dell’azienda di Novi Ligure (Alessandria)
contro l’immobilismo della proprietà turca e la mancata
attuazione del piano industriale per il rilancio della storica
azienda dolciaria.
Con i lavoratori, che il primo marzo incontreranno il
prefetto Francesco Zito, si schiera il sindaco, Gian Paolo
Cabella. “Novi e Pernigotti sono legate indissolubilmente:
l’azienda è parte della città, della nostra storia – dice il
primo cittadino -. Come Amministrazione faremo quello che è in
nostro potere, attivandoci per sostenere i lavoratori il più
possibile”.
“Dalla proprietà turca abbiamo avuto solo promesse. Una
sessantina di lavoratori è rimasta ‘sospesa’ – spiega Tiziano
Crocco (Uila) – Numeri forse non significativi per il Mise, ma
sono famiglie che meritano risposte sul futuro prossimo. Al 30
giugno termina la cassa integrazione per ristrutturazione e
investimenti. Nulla, però, è stato fatto e l’azienda è
praticamente morta. Della trattativa con il gruppo che fa capo a
J.P. Morgan nulla si è concretizzato. Il ministero deve prendere
una posizione forte rispetto a tutto quanto non è stato fatto
dai Toksoz, allungando gli ammortizzatori e commissariando la
Pernigotti”. (ANSA).
Fonte Ansa.it