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Partigiani ignoti morti nel Vco, speranze per alcuni possibili riconoscimenti

“Non vogliamo alimentare
illusioni perché sono operazioni molto sensibili, oltre che
complesse, ma ci sono delle possibilità. Ci sono dei possibili
match e nei prossimi controlli dovremmo avere conferme. Stiamo
lavorando su quattro profili e io credo che nei prossimi mesi
una buona notizia per Baveno ci sarà”. Lo ha detto Cristina
Cattaneo, direttrice del Laboratorio di antropologia e
odontoiatria forense (Labanof) di Milano, intervenendo al
convegno organizzato alla Casa della Resistenza di Verbania per
fare il punto sullo stato di avanzamento del progetto ‘Diritto
al nome, diritto alla memoria’ che mira a dare un nome a 35
partigiani morti durante il rastrellamento nazifascista in Val
Grande nel giugno del 1944 e tuttora ignoti. Di questi, 16
furono fucilati a Verbania Fondotoce, 12 a Baveno, 6 a Pogallo e
uno ad Aurano.
    Il lavoro è cominciato nel 2023 con l’esumazione dei cadaveri
e le successive autopsie, seguite poi da analisi chimiche,
isotopiche, genetiche e sul tipo di lesioni riscontrate. Per una
identificazione certa occorre un test del dna: donne e uomini
ritenuti possibili parenti dei partigiani scomparsi sono stati
invitati a sottoporsi a un tampone salivare, ma finora “soltanto
in nove, di quattro famiglie, lo hanno fornito: mi aspettavo una
maggiore affluenza – ha sottolineato Cattaneo – e chiedo di
diffondere questa iniziativa”. In alcuni casi, ha anticipato la
direttrice del Labanof, “saranno necessarie esumazioni di quelli
che crediamo essere i genitori di questi morti”.
    In occasione del convegno sono stati resi noti alcuni dati
relativi al rastrellamento in Val Grande, nel quale si stima
abbiano perso la vita in 230 persone. “Fu una strage di
ragazzini – ha sottolineato Andrea Pozzetta, storico della Casa
della Resistenza – l’età più frequente tra le vittime note è
vent’anni e il 46% erano minorenni, cioè avevano meno di 21
anni. Il più giovane ne aveva dieci”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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