
“Sono un po’ di più che
appassionato. Quello che mi piace dire è che il tennis è come la
varicella, è meglio farla da piccoli. Quindi sono molto
appassionato, ai limiti dell’ossessivo, sia da spettatore che da
praticante”. A raccontare la sua grande passione è Lorenzo
Luporini, autore e divulgatore, molto attivo con la Fondazione
Giorgio Gaber con cui porta nelle scuole il messaggio del nonno
cantautore. E lo fa nelle particolari vesti di ‘commentatore
inconsueto’ del singolare del pomeriggio delle Atp Finals nel
format che ogni anno Intesa Sanpaolo organizza per il torneo.
Una telecronaca tra il serio e il faceto insieme a uno dei
decani del giornalismo tennistico, Ubaldo Scanagatta.
Se gli si chiede come si sia preparato per questo compito,
risponde sorridendo “estremamente poco, ma con grande curiosità,
grande passione per quello che è il gioco e con la felicità di
poterne parlare con chi invece è competente. Quindi sono qua in
veste di curioso ed entusiasta del tennis”. Noto anche per i
suoi reel sui social in cui suggerisce le strategie su come
fingere di aver letto un determinato libro, per fare bella
figura in società, Luporini ha tre suggerimenti per applicare
questa cosa al tennis: “Il primo – dice – è prestare attenzione
alle percentuali, in particolare sul servizio. Si dice spesso
che i vincitori sono quelli che hanno le percentuali di prime
più alte, quindi questa può essere una chicca da usare per
passare da intenditori. Poi non farsi ingannare dall’inganno
della velocità del servizio, perché ma non sempre il numerino
che vediamo in televisione corrisponde a un servizio efficace,
quindi non facciamoci abbindolare, non è l’unica cosa che conta.
E infine – conclude – non dobbiamo dimenticarci che esiste anche
il tennis femminile, quindi non solo Alcaraz o Sinner, ma anche
Swiatek o Sabalenka questo. un buon modo per fare gli
imprenditori veri”.
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Fonte Ansa.it