
“Da diverso tempo sono vittima di
scritte omofobe comparse nel mio paese, con insulti e frasi
denigratorie non solo contro di me ma anche contro la mia
famiglia. Ora basta: denuncio tutto”. E’ quanto spiega all’ANSA
Vincenzo G., 20 anni, di Tronzano Vercellese, località di circa
3.200 abitanti alle porte di Vercelli. “Chiunque sia l’autore –
afferma – se la vedrà con la legge. Non ho nessuna paura”.
Le ultime scritte sono state tracciate nel sottopasso della
stazione ferroviaria, in corrispondenza del primo binario, in
queste settimane. A fine luglio ne sono apparse due. Il padre di
Vincenzo le ha cancellate di persona e ha segnalato l’episodio
al sindaco. “Ma proprio ieri – racconta il ventenne – ne è
spuntata una nuova più o meno nello stesso punto. Ero appena
sceso dal treno insieme a mia madre ed è stata lei a proporre di
passare dal sottopassaggio per un controllo. E l’abbiamo vista”.
Il 6 agosto Vincenzo si è presentato dai carabinieri e ha
presentato una denuncia per le prime due scritte. “Lunedì –
annuncia – ci tornerò per quella di ieri. Credo che sia giusto
farlo, e che sia giusto rendere pubblica la storia, anche per
sensibilizzare sui temi dell’omofobia, del rispetto, e
sull’importanza di non avere paura”.
Nel 2024 un messaggio analogo era comparso sulla porta di un
supermercato. Anche in quell’occasione era stata depositata una
denuncia.
Lo scorso anno Vincenzo si è diplomato all’Itis di Santhià.
Per il suo futuro progetta di accedere a un corso di laurea in
infermieristica. Alle spalle ha già un’esperienza di volontario
per il 118.
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Fonte Ansa.it