
FABRIZIO POLETTI E ADOLFO
FANTACCINI ‘IL DIFENSORE DEI SOGNI. PRODEZZE, DRAMMI E GIOIE DI
UNA VITA GIOCATA DI CORSA’ (edizioni ultra sport, 159 pp, 16
euro) Il libro ‘Il difensore dei sogni. Prodezze, drammi e gioie di
una vita giocata di corsa’ di Fabrizio Poletti e Adolfo
Fantaccini (edizioni ultra sport, 159 pp, 16 euro) è molto più
di una semplice autobiografia sportiva: è il racconto sincero e
profondo di una vita attraversata con determinazione, fatica e
passione. La storia di un calcio d’altri tempi con al centro il
Torino lasciato poche stagioni prima dell’ultimo scudetto di cui
tra pochi giorni ricorrono i cinquant’anni.
Fin dalle prime pagine viene chiaramente tramesso l’intento
degli autori, che non è soltanto quello di ripercorrere una
carriera calcistica, ma di restituire al lettore il ritratto
umano di Poletti sotto tutti i punti di vista. La narrazione
parte dalle origini, da un contesto umile e legato alla terra,
che contribuisce a formare il carattere del protagonista. Questo
elemento non è secondario, ma anzi accompagna tutto il racconto
come una radice profonda che spiega la sua determinazione e il
suo modo di affrontare le difficoltà.
Quando il calcio entra nella sua vita in maniera più
concreta, si percepisce subito che non si tratta solo di
talento, ma soprattutto di sacrificio e disciplina. Il passaggio
al Torino rappresenta uno dei momenti centrali del libro, quasi
una consacrazione: è qui che Poletti si afferma davvero,
dimostrando di essere un difensore solido, affidabile e sempre
pronto a dare tutto in campo. Tra le pagine più toccanti spicca
il rapporto con Gigi Meroni, figura carismatica e amatissima,
quello che passerà alla storia come il George Best italiano.
L’amicizia tra i due viene raccontata con grande delicatezza,
senza retorica, e proprio per questo risulta ancora più intensa.
La tragica morte di Meroni, investito in corso Re Umberto a
Torino la sera del 15 ottobre del 1967 mentre attraversava la
strada proprio con Poletti, segna un momento di svolta nel
libro, introducendo un dolore profondo che cambia il tono della
narrazione.
Un altro episodio significativo è legato alla partecipazione
ai Mondiali del 1970 con la Nazionale italiana di calcio, in
particolare alla storica sfida contro la Germania Ovest,
ricordata come la “partita del secolo”. Il racconto prosegue poi
con altre tappe importanti, come l’esperienza al Cagliari, dove
Poletti conosce un campione del calibro di Gigi Riva. Questi
incontri arricchiscono ulteriormente la narrazione, che si
popola di volti, storie e momenti capaci di restituire un’epoca
del calcio ormai lontana ma ancora viva nella memoria
collettiva.
Le “prodezze”, i “drammi” e le “gioie” richiamati nel titolo
non sono semplici parole, ma esperienze concrete che si
intrecciano continuamente nel corso della narrazione. Il libro
riesce così a trovare un equilibrio credibile tra momenti di
successo e passaggi più difficili, mostrando come ogni conquista
abbia sempre un prezzo e come ogni caduta possa diventare
un’occasione di crescita.
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Fonte Ansa.it