
“Un libro che entra nell’aula
bunker di Palermo e ci fa sedere in prima fila, là dove l’Italia
ha smesso di tacere”. È così che l’ex procuratore nazionale
antimafia Pietro Grasso, procuratore capo nel capoluogo
siciliano e giudice a latere di quel processo, ha parlato ieri a
Torino del suo ultimo libro, dal titolo “U Maxi, dentro il
processo a Cosa Nostra”. Il volume è stato presentato ieri
pomeriggio, a Palazzo Civico, in Sala Carpanini, alla presenza
della vicesindaca della Città di Torino Michela Favaro e della
presidente del consiglio comunale di Torino Maria Grazia Grippo,
durante l’incontro “Conversazione sulla legalità”, organizzato
dalla Città metropolitana di Torino con la Città di Torino,
Libera Piemonte, Avviso Pubblico e Demea eventi culturali. Oggi
invece l’ex magistrato ha tenuto un incontro con alcune
centinaia di studenti nella sede della Città metropolitana di
Torino.
“Il maxiprocesso – ha spiegato Grasso – non è stato soltanto
un evento giudiziario: è un romanzo nazionale di sangue e
denaro, paure e resistenze, in cui la lingua delle carte si
accende in scene, volti e voci. In questo libro la storia non
cerca scorciatoie: distingue, scava, mette in fila i fatti e le
parole, mostrando il punto esatto in cui la verità processuale
incontra la verità storica”.
“Siamo impegnati come Amministrazione – ha evidenziato Favaro
– a fornire strumenti affinché i valori di legalità e giustizia
siano parte integrante della cultura dei cittadini, iniziando
dai più giovani”. “La legalità – ha aggiunto Grippo – non deve
essere un valore statico, ma una pratica da coltivare nel
quotidiano”. Grasso, prima della presentazione del libro, ieri
pomeriggio, ha partecipato anche alla quinta commissione “Legalità diritti delle persone private della libertà
personale”, come presidente della Fondazione Scintille di
futuro, presente anche l’assessore alla Legalità di Torino,
Marco Porcedda. La sera Grasso è stato protagonista di un altro
incontro con i giovani di Torino: i ragazzi dell’alberghiero
Beccari e dell’istituto per fotografi Steiner.
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Fonte Ansa.it