
(ANSA) – TORINO, 05 FEB – Nell’epoca dei social network
l’imputato di un processo potrebbe essere facilmente
rintracciato, contattato e convocato – se si trova all’estero –
tramite internet. Ma il tribunale di Torino, almeno per il
momento, non è d’accordo.
La soluzione è stata suggerita, sia pure a livello informale,
nel corso dell’udienza preliminare per un peruviano accusato di
violenza sessuale “intrafamiliare”. L’uomo, che ha lasciato il
Piemonte, ora è nel suo Paese di origine e risulta abitare in un
sobborgo della città di Cuzco. Ha un profilo social e,
probabilmente, potrebbe anche essere raggiunto con i servizi di
messaggistica istantanea. Per questo motivo – secondo quanto è
trapelato da ambienti giudiziari – da alcune delle parti in
causa è stata avanzata l’ipotesi di comunicargli le varie tappe
del procedimento servendosi del web, ma la giudice Maria
Francesca Abenavoli non si è detta favorevole: del resto non vi
è nessuna certezza che il profilo social corrisponda
all’effettiva identità dell’indagato. Sarà necessario, per
adesso, seguire la trafila tradizionale. (ANSA).
Fonte Ansa.it