
(ANSA) – TORINO, 22 MAG – Il Covid travolge i consumi dei
piemontesi. Tra pandemia e restrizioni, nel 2020 la spesa è
scesa di quasi 10 miliardi, circa 5.000 euro a famiglia: il
peggiore di sempre. Sono le elaborazioni di Confesercenti su
dati Istat.
La voce che vede sparire la quota più rilevante dei consumi
è quella per alberghi e ristoranti, con un calo sui 3,5 miliardi
euro, quasi 10 milioni di euro al giorno in meno. Ma ‘l’economia
della distanza’ innescata dalla pandemia pesa sulle spese legate
alla socialità e alla mobilità, a partire dai trasporti che
registrano il secondo calo per entità (2,6 miliardi). Giù anche
la spesa in ricreazione e cultura (1,3 miliardi). Tra telelavoro
e stop alle cerimonie, i piemontesi hanno ridotto anche i
consumi di abbigliamento e calzature di oltre 1 miliardo. In
discesa anche la spesa per la salute (200 milioni), mentre
calano anche gli investimenti in istruzione (quasi un miliardo
in meno). Aumentano, invece, le spese legate alla permanenza a
casa con un aumento dei consumi di prodotti alimentari
nell’ordine di 240 milioni di euro.
Lo smartworking ha fatto lievitare inoltre la spesa per
comunicazione – dispositivi informatici, canoni telefonici e per
la rete dati – che segna un aumento di 50 milioni, e quelle
delle bollette per l’abitazione, l’acqua, l’elettricità e gli
altri combustibili in crescita di quasi di 120 milioni. A
trainare la caduta dei consumi è la riduzione di redditi da
lavoro, che segnano un crollo di oltre 7 miliardi tra autonomo e
dipendente. “L’impatto della pandemia sui consumi, che valgono
il 60% del Pil della regione, è drammatico. L’economia della
distanza, inoltre, ha messo le ali all’ecommerce e rischia di
incidere negativamente sulle attività di prossimità, che rendono
vive le nostre città. Bene le misure varate dal governo, ma
commercio e turismo hanno bisogno di ulteriori sostegni”,
commenta Giancarlo Banchieri, presidente di Confesercenti
Piemonte. (ANSA).
Fonte Ansa.it