
(ANSA) – TORINO, 14 OTT – Da Ferragosto in poi il carrello
della spesa costa il 30% in più per i piemontesi. Lo ha
calcolato il comitato regionale di Unc (Unione nazionale
consumatori) grazie a un”analisi condotta dal presidente,
l’avvocato Patrizia Polliotto.
“La corsa all’incremento dei prezzi dell’energia e del gas –
spiega il legale – pesa soprattutto sui beni di prima necessità
che richiedono il maggior impiego di attrezzature e processi per
giungere al prodotto finale. Ed è così che i prodotti dell’arte
bianca, con zuccheri, farine, olii e pasta, fanno registrare un
+30% di spesa nel carrello settimanale. Se già l’acquisto di
carne, pesce, frutta e ortaggi – prosegue Polliotto – ha subito
un calo medio del 22%, è altresì vero che anche scatolame e
alimenti a lunga scadenza, sinora preferiti in sostituzione di
questi, stanno conoscendo incrementi importanti nel prezzo,
stimabili attorno a un buon +18%. E ciò in considerazione dei
rincari delle materie prime, plastiche soprattutto, che
allungano i tempi di confezionamento e consegna”.
L’analisi del comitato piemontese di Unc evidenzia anche come
i costi dei beni di prima necessità gravino soprattutto sui “più
anziani, che ricorrono al piccolo commercio sotto casa e alla
grande distribuzione per approvvigionarsi, lasciando da parte le
offerte presenti sul web” (ANSA).
Fonte Ansa.it