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Atenei Torino e Pollenzo, nasce esperto del cibo sostenibile

(ANSA) – TORINO, 27 GEN – L’Università di Torino e
l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo collaboreranno
su didattica, alta formazione e formazione permanente accademica
per il cibo sostenibile. Primo passo del nuovo accordo per i
prossimi cinque anni è il nuovo dottorato di ricerca interateneo
e multidisciplinare – al via in autunno – che avrà l’obiettivo
di formare nuove figure professionali, operative nei diversi
settori delle scienze umanistiche, sociali, della natura e della
vita, che governeranno le politiche e le azioni per lo sviluppo
sostenibile e la transizione ecologica, come previsto dalla
Strategia del Green Deal europeo e dal Pnrr.
    “Stiamo lavorando per rafforzare la sinergia tra i due
atenei. I temi legati al food toccano molti dipartimenti,
riguardano salute e alimentazione, salute e cibo, psicologia,
business. Lavoreremo spingendo sulla leva più potente a
disposizione dell’Università, cioè quella della formazione
avanzata”, ha spiegato il rettore di UniTo Stefanio Geuna.
    “Insieme daremo risposte concrete a un pubblico sempre più
ampio di giovani interessati a diventare protagonisti dei campi
legati al cibo. Saranno i ricercatori e i professionisti che
affronteranno le sfide della transizione ecologica e che
dovranno rendere lo sviluppo realmente sostenibile”, ha
sottolineato Bartolomeo Biolatti, rettore dell’Università di
Pollenzo che è nata nel 2004 e conta oltre 3.000 laureati, metà
stranieri.
    “La complessità del periodo e la necessità di affrontare la
nuova fase storica di transizione ecologica – ha detto Carlo
Petrini, il, fondatore di Slow Food e presidente dell’Università
di Pollenzo – richiedono la capacità di saper stringere alleanze
tra diversi campi del sapere. È finito il tempo della
competizione che a lungo ha contraddistinto anche il mondo
accademico. Grazie a questa collaborazione riusciremo a fornire
alle giovani generazioni gli strumenti per diventare
protagonisti del cambiamento e della creazione di sistemi
alimentari rispettosi del benessere nostro e di quello del
pianeta”. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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