
Non ci sono state frane di versante
ad alimentare la colata di fango e detriti che la sera di
domenica scorsa si è abbattuta su una parte di Bardonecchia, in
valle di Susa causando danni a infrastrutture, strade, edifici,
veicoli. E la magnitudo del fenomeno è stata amplificata
probabilmente perché era molto tempo che non si verificava una
colata detritica nel bacino del torrente Frejus, caratterizzato
da un’alta frequenza di questi fenomeni.
Lo conferma e lo spiega il rapporto preliminare redatto da
Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale) dopo i
sopralluoghi effettuati e l’analisi geologica.
Negli ultimi 26 anni sono state registrate 11 colate
detritiche significative nel bacino del Frejus e l’ultima, prima
di domenica, era datata 8 agosto 2017.
Nei 6 anni intercorsi, quindi – spiega il rapporto di Arpa –
si erano distribuiti lungo il corso del torrente molti depositi
superficiali, tra cui prevalenti accumuli di frana, che non
erano stati portati a valle da piene.
Domenica sera, invece, la portata del Frejus e dei corsi
d’acqua secondari, è improvvisamente aumentata la pioggia
provocata da una cella temporalesca stazionaria e alimentata
dall’aria molto umida in una giornata con una temperatura di 3
gradi sopra la norma.
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Fonte Ansa.it