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Ai Musei Reali di Torino le sculture fantastiche di Maraniello

I Musei Reali di Torino ospitano
fino al 16 settembre le sculture di Giuseppe Maraniello (Napoli,
1945), uno dei protagonisti dell’arte italiana degli ultimi
decenni, con una mostra allestita in piazzetta Reale, nei
Giardini Reali e al primo piano della Galleria Sabauda.
    L’esposizione, promossa dai Musei Reali Torino, realizzata con
Nicola Loi – Studio Copernico e curata da Francesco Tedeschi,
presenta una serie di 14 opere scultoree e ambientali che
dialogano con gli spazi storici e monumentali. Il titolo, Asa
Nisi Masa, riprende la formula ‘magica’ recitata da Marcello
Mastroianni in Otto e mezzo di Federico Fellini, che per
Maraniello richiama il mistero delle forme scaturite dalla
fantasia.
    “Asa Nisi Masa è molto più di un titolo evocativo: è una
chiave – spiega Mario Turetta, direttore delegato dei Musei
Reali di Torino -che ci invita a entrare nel linguaggio
simbolico, stratificato e visionario di Giuseppe Maraniello.
    Dalla Piazzetta Reale ai Giardini Reali e al primo piano della
Galleria Sabauda, le sue sculture tracciano un percorso che
attraversa memoria, mito e materia, in costante equilibrio tra
forma e mistero. Figure enigmatiche, materiali recuperati,
strutture che sembrano emergere da un tempo sospeso: tutto nelle
sue opere parla un linguaggio che non si lascia tradurre, ma si
offre allo sguardo come esperienza, come soglia da attraversare.
    Con questa mostra, i Musei Reali di Torino rinnovano il proprio
impegno nel dare spazio all’arte contemporanea, promuovendo una
visione del museo come laboratorio aperto”.
    Nelle sculture di Maraniello, anche di grande formato,
allestite in Piazzetta Reale e nei Giardini Reali, le figure del
suo mondo fantastico prendono forma in situazioni di forte
impatto visivo. Qui s’incontrano demoni, come il diavolo alato
che ricorda le immagini del Cimitero Monumentale di Pisa,
centauri della mitologia greca che si combattono in un duello,
in una sorta di allegoria dell’uomo che lotta contro sé stesso,
figure di funamboli e di ermafroditi, oltre ad alambicchi, otri,
borracce che ricordano certe forme disseminate in molti dei
dipinti di Bosch.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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