
“L’Emodinamica di Termoli non è un
privilegio da difendere, ma un diritto da garantire”. E’ la
posizione dei sindaci dei 32 comuni dell’Ambito territoriale del
Basso Molise, ai quali si è aggiunto il comune di Vasto,
espressa nel corso della riunione in municipio a Termoli
convocata per esaminare il ricorso unitario contro il Programma
Operativo Sanitario 2026-2028 (Pos) della Regione Molise, che
prevede la soppressione del servizio di Emodinamica
dell’Ospedale termolese “San Timoteo”.
“Non possono esistere una sanità di serie A e una sanità di
serie B – dicono gli amministratori -. Le esigenze di
contenimento della spesa non possono tradursi nella soppressione
di servizi essenziali per la sicurezza dei cittadini”.
Dall’incontro è emersa una risposta forte e unitaria delle
istituzioni locali decise a promuovere ogni iniziativa utile, in
sede amministrativa e giudiziaria, a scongiurare una decisione
che rischia di privare il territorio di un presidio strategico e
salvavita.
“Non si tratta di un servizio mantenuto in via eccezionale o
privo di adeguata giustificazione programmatoria, ma di un
presidio sanitario che trova fondamento negli stessi principi di
prossimità, efficienza e tempestività delle cure previsti dalla
normativa nazionale – aggiungono i sindaci -. Proprio per tale
ragione, la soppressione appare ingiustificabile e rischia di
compromettere l’equilibrio dell’intera rete dell’emergenza
cardiologica del territorio”. Le conseguenze andrebbero ben
oltre i confini del Basso Molise. Per tale motivo anche il
Comune di Vasto ha voluto aderire all’iniziativa.
L’Ospedale di Termoli è da anni un punto di riferimento
sanitario interregionale, anche per residenti in Abruzzo e
Puglia. In caso di infarto miocardico acuto, ogni minuto può
essere decisivo. Allungare i tempi necessari per raggiungere un
centro significa aumentare il rischio di danni irreversibili e
ridurre le possibilità di sopravvivenza dei pazienti.
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Fonte Ansa.it