
Su 21.668 sedi d’impresa a
Campobasso, 600 aziende sono potenzialmente infiltrate dalla
malavita con una percentuale del 2-3% mentre a Isernia soo 295
su 7.605, pari al 3-4% del totale. Il report è dell’Osservatorio
Antimafia del Molise, organismo di studio e monitoraggio,
guidato da Vincenzo Musacchio che da anni studia i fenomeni
mafiosi e dal magistrato, Presidente del Tribunale di Larino,
Daniele Colucci.
L’osservatorio ha esaminato tra le varie attività esercitate
dalle consorterie malavitose in Molise, l’estorsione che, di
fatto, costituisce, per frequenza d’impiego e livello di ritorno
economico, una delle condotte più remunerative per le mafie. La
platea delle vittime risulta, in modo quasi esclusivo, composta
di imprenditori operanti nel tessuto produttivo locale. Negli
ultimi 10 anni le denunce per estorsione sono aumentate in
regione del 37,1% ma analizzando il territorio molisano si
evince che il +160% del ricorso alla giustizia è in provincia di
Isernia mentre a Campobasso dal 2013 al 2023 si sono ridotte del
12%. Emerge, quindi, una sorta di “boom” di denunce sia a
livello regionale sia, in misura ancora più marcata, nella
provincia di Isernia.
“L’estorsione opera come reato spia – fanno sapere Musacchio
e Colucci – e come strumento di penetrazione economica. La
presenza simultanea di un incremento delle denunce e di una
stima d’imprese potenzialmente infiltrate, associata
all’evoluzione delle condotte verso modalità meno violente e più “negoziate”, rafforza l’esigenza d’interventi mirati sul
territorio. La risposta istituzionale dovrebbe, pertanto,
considerare non soltanto la repressione dei singoli episodi ma
anche l’analisi delle filiere, la tracciabilità delle
transazioni economiche e l’emersione di quelle forme di
condizionamento che, pur non assumendo sempre i connotati
tradizionali della minaccia diretta, determinano ugualmente una
rilevante compressione dell’autonomia imprenditoriale”.
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Fonte Ansa.it