
(di Enzo Luongo) Da battuta ironica a drammatica
realtà. Rimasto praticamente senza collegamenti ferroviari, il
Molise rischia seriamente di ‘non esistere’. Un dato su tutti:
Campobasso è l’unico capoluogo di regione in Italia senza treni.
Basterebbe questo per avere un’idea della portata dei disservizi
che i viaggiatori molisani affrontano ormai da anni e invece c’è
anche molto altro. Di fatto, con la sola esclusione della costa,
dove passa la linea Adriatica, quasi tutta la regione è tagliata
fuori dai collegamenti ferroviari.
I guai sono cominciati dopo quello che fu, nel 2017, almeno
sulla carta, un annuncio storico e molto atteso: il via libera
ai lavori per l’elettrificazione della vecchia linea ferroviaria
tra Campobasso e Venafro, linea sulla quale fino ad allora i
treni erano ancora quelli a gasolio. Lavori al via nel 2020,
stazione chiusa a Campobasso da giugno di quell’anno. Da allora
in città i treni non partono e non arrivano più. Per andare a
Roma e Napoli solo bus sostitutivi. Da tabella di marcia
ufficiale, la fine dei lavori era prevista per il 2023, nella
realtà le cose si sono complicate, e non poco: ritardi su
ritardi, imprevisti (soprattutto un crollo in una galleria tra
Vinchiaturo e Baranello) e così ogni anno l’annunciata
riapertura è sempre stata rimandata. Le ultime notizie parlano
di una fine lavori fissata al 2028 con costi praticamente
quintuplicati rispetto alle stime iniziali: da 80 a quasi 400
milioni. In tempi recenti sono stati gradualmente riaperti i
binari in provincia di Isernia, e per il prossimo anno è
prevista la ripartenza dei treni anche da Bojano, ma Campobasso
dovrà ancora attendere a lungo.
Non va meglio sulla linea Campobasso-Termoli, tra il
capoluogo e la costa. Rimasta chiusa per molti anni aveva
riaperto nel 2020, ma appena tre anni dopo, a causa di una frana
sui binari, è stata di nuovo chiusa. In questo difficile
scenario negli ultimi giorni è arrivata l’ennesima doccia gelata
per viaggiatori e pendolari. Da lunedì scorso e fino al 12
settembre, per lavori tra Ciampino e Colleferro – nel Lazio –
tutti i treni in viaggio tra Isernia e Roma vengono soppressi.
Inoltre dal 22 settembre al 19 gennaio nuovo stop tra Isernia e
Venafro ancora per lavori. Annunci, questi ultimi, che hanno
riacceso le proteste. “Tale condizione prospettata – la denuncia dei sindacati –
porterebbe alla totale assenza di collegamenti regionali
attraverso il trasporto su rotaia, determinando il totale
isolamento ferroviario della regione Molise”. Sul fronte
politico le opposizioni in consiglio regionale, dal Pd al
Movimento 5 Stelle, sono tornate a sollevare la questione.
“Siamo di fronte a un danno per la mobilità regionale senza
precedenti per durata e impatto”, ha detto il consigliere
pentastellato Roberto Gravina. Alle proteste ha risposto il
sottosegretario alla presidenza della Regione, Vincenzo Niro,
che ha anche la delega ai Trasporti e che in settimana ha
incontrato i sindacati comunicando di aver chiesto alle Ferrovie
di limitare al massimo i disagi con servizi sostituivi in bus i
più efficienti possibili.
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Fonte Ansa.it