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Granchio blu, da minaccia a opportunità con Progetto “CraBoost”

Affrontare la diffusione del
granchio blu nel Mediterraneo trasformando una minaccia
ambientale in un’opportunità di sviluppo per le comunità
costiere: è la sfida di “CraBoost”, progetto di cooperazione
transfrontaliera, finanziato dal Programma Interreg IPA South
Adriatic di cui è partner il Gal mare Molise costiero.
    L’interreg è coordinato dal Ciheam di Bari e riunisce partner di
Italia, Albania e Montenegro. L’iniziativa, presentata dal Gal
Molise costiero nell’Istituto Alberghiero “Federico II di
Svevia” di Termoli, nasce in risposta a una delle sfide
ambientali che interessano il Mediterraneo: la diffusione di
specie invasive, organismi introdotti accidentalmente, ma che
stanno alterando in modo significativo gli equilibri ecologici
del bacino.
    Tra i casi emblematici vi è quello del granchio blu
(Callinectes sapidus), specie originaria delle coste atlantiche
americane che, negli ultimi anni, ha avuto una rapida espansione
nel Mediterraneo.
    Una delle linee di lavoro del progetto riguarda lo sviluppo
di tecniche per la produzione di soft-shell crab, una pratica
già diffusa nell’Alto Adriatico che consiste nell’allevamento
temporaneo dei granchi in fase di muta. In questo stadio il
granchio perde la rigidità del carapace diventando commestibile
e molto apprezzato dal punto di vista gastronomico. Con
protocolli di gestione controllata e sistemi di monitoraggio
della muta, si può pensare a una produzione in Adriatico,
creando nuove opportunità di mercato per i pescatori.
    Parallelamente, “CraBoost” punta anche allo sviluppo dei
sottoprodotti per ridurre gli scarti e creare nuove filiere
economiche. I gusci e i residui del granchio blu possono essere
utilizzati per l’estrazione di composti come chitina e
chitosano, materiali naturali impiegati in cosmetica, nel
biomedicale, in agricoltura e la produzione di bioplastiche.
    “Ricerca condivisa, cooperazione internazionale e sviluppo di
protocolli comuni rappresentano, oggi – dichiara Biagio Di
Terlizzi, direttore del Ciheam Bari – strumenti essenziali per
gestire la diffusione della specie e generare nuove opportunità
economiche”. Il direttore tecnico del Gal mare Cloridano
Bellocchio conclude: “Con la cooperazione transfrontaliera
rafforziamo la mission a sostegno della comunità marittima”.
   
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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