
(ANSA) – CAMPOBASSO, 13 LUG – Il Comitato Pro Cardarelli
esprime la “decisa contrarietà” alla vendita della società
Gemelli Molise Spa a favore di imprenditori della sanità
privata. Lo fa con una conferenza stampa, tenuta questa matttina
nell’area naturalistica di Bosco Faiete che si trova tra la sede
del Gemelli Molise e l’ospedale Cardarelli di Campobasso. “La riforma sanitaria del 1978 – hanno detto il presidente
del comitato, Mino Dentizzi, e i componenti Emma De Capoa e
Sabatino Del Sordo – ha stabilito che la Repubblica tutela la
salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse
della collettività mediante il servizio sanitario nazionale. Da
ciò discende che un tale compito primario non può essere
delegato, puramente e semplicemente, a soggetti privati, i quali
erogano le prestazioni sanitarie per finalità di lucro e non di
tutela della salute”.
Il Comitato, dunque, dice no a un’eventuale cessione del Gemelli
Molise a imprenditori della sanità privata ed è invece
favorevole a un’acquisizione pubblica: “E’ un’occasione
irripetibile per la nostra regione di rilevare, con fondi
europei, la struttura, sostenendo così finalmente il
potenziamento della sanità e delle strutture pubbliche esistenti
sul territorio regionale”.
Il Comitato, inoltre, ribadisce la propria contrarietà
all’ipotesi di integrazione Cardarelli-Gemelli Spa, “inaccettabile non solo sul piano economico e strutturale, ma
anche su quello giuridico, come già rilevato in tutti i Tavoli
tecnici”. Si dice, infine, preoccupato per la sorte dei 400
dipendenti del Gemelli Molise e auspica che l’eventuale nuovo
acquirente “assicuri il mantenimento degli attuali livelli
occupazionali e salariali”.
“Facendoci interpreti delle preoccupazioni della popolazione
molisana e del suo irrinunciabile diritto alla salute – ha
concluso Dentizzi – il Comitato si impegna, se si arriverà alla
vendita, a vigilare attentamente sul se e sul come il futuro
acquirente otterrà l’accreditamento dalla Regione Molise per
l’erogazione dei servizi sanitari e si impegna a incalzare la
Regione con proposte finalizzate a un riordino della sanità
pubblica”. (ANSA).
Fonte Ansa.it