
“Non cementificate il mare e non
distruggete la pesca, risorsa storica della nostra comunità. Se
sarà realizzato il mega parco eolico mangeremo solo tonno in
scatola”. Così, oggi, in porto a Termoli, in una conferenza
stampa, le associazioni contrarie al mega progetto di eolico
off-shore presentato dalla società Maverick. Per l’avvocato
Laura Venittelli della “Casa dei Diritti” e “Konsumer”, insieme
a Pino D’Erminio della Rete della Sinistra Termolese, Domenico
Guidotti di Federcoopesca Molise, Riccardo Vaccaro dei “Discoli
del Sinarca”, il consorzio TermoliseMare, la società cooperativa
Pescatori molisani, “non ci sarà più possibilità di pescare. Ben
350 km quadrati di fondali marini saranno cementificati con
blocchetti che andranno a ricoprire i cavi elettrici per la
mitigazione degli effetti dei campi elettromagnetici sulla fauna
marina. Non ci sarà ripopolamento ittico, dobbiamo rinunciare ai
50 pescherecci, al turismo”.
Dopo il deposito di osservazioni, gli esponenti del “No” a
Maverick annunciano ricorso. Attualmente, in sede di conferenza
di servizi, alla società sono state chieste integrazioni al
progetto da parte dei Vigili del Fuoco per gli aspetti inerenti
sicurezza e normative antincendio. Anche l’Enac intende
verificare la documentazione e lo stesso il ministero dei
Trasporti.
“Dove sono i sindaci – dichiarano gli operatori – Noi abbiamo
verificato che la pesca ne uscirà distrutta, i pali sono
flottanti collegati a cavi elettrici con 350 km quadrati di
materassini in cemento. Il progetto è costituito da due parti,
in mare i 120 pali e poi a terra, nel nucleo industriale, vicino
alle chimiche, saranno realizzati due impianti a idrogeno
maggiori di quelli presenti in Germania e Fukushima che sono di
10 mgw. Quelli previsti a Termoli sono di 800 Mgw. Di tutto ciò
cosa dice il sindaco di Termoli? Non si sono opposti in
consiglio comunale. I pescatori cosa faranno? Raccoglieranno
plastica o venderanno scatolette di tonno. Per Maverick i
pescatori potranno andare in una specie di canale che sarà
lasciato in mezzo all’impianto, così rischieranno anche la vita.
Stiamo cementificando la città, ora anche il mare. Distruggiamo
l’economia della pesca e tutto l’indotto”. “Con quale faccia
domani – dice Venittelli – gli amministratori locali andranno
davanti a San Basso, protettore delle Genti di mare, per
l’estrazione del peschereccio che dovrà condurre il santo nella
processione a mare?”.
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Fonte Ansa.it