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Dolore e rabbia a Pietracatella, ‘non si può morire così’

Dolore, ma anche rabbia, tanta
rabbia e poca voglia di parlare da parte della comunità di
Pietracatella per la tragedia che ha colpito la famiglia Di
Vita. Chi lo ha fatto, ha puntato il dito su chi ha effettuato i
primi controlli sulle condizioni di salute della ragazza e della
mamma che avevano già effettuato un precedente accesso al Pronto
soccorso, dove non sarebbero state riscontate condizioni
allarmanti. “Questa è la realtà molisana – le parole di un
cittadino -. I tre-quattro ospedali che abbiano messi insieme
non ne valgono uno buono. Io so che sono venuti qui tre volte e
i medici non ci hanno capito niente. Penso che una ragazza di 15
anni e una mamma di 50 non possano morire qui in dodici ore”.
    Oggi in tanti si sono recati all’ospedale Cardarelli di
Campobasso per testimoniare la loro vicinanza, mentre nel
pomeriggio è arrivato anche il parroco del paese. Nei loro volti
si leggeva tutto il dolore per quanto accaduto e, allo stesso
tempo, speranza per le sorti del capofamiglia, Gianni Di Vita,
trasferito nel pomeriggio in ambulanza dal reparto di
rianimazione del nosocomio molisano allo Spallanzani di Roma. Da
quanto si apprende da fonti ospedaliere, le sue condizioni sono
stazionarie, ma è necessario tenerle costantemente sotto
osservazione, per questo è stato deciso il trasferimento in una
struttura specializzata.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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