
(ANSA) – PESCARA, 29 GEN – “Il numero di riproduzione
effettivo di un epidemia (Rt) è un parametro importantissimo, ma
non è direttamente osservabile, può essere solo stimato
utilizzando modelli, anche molto diversi, che necessariamente
richiedono ipotesi specifiche sulla qualità dei dati. In questo
momento il processo di raccolta dei dati da parte delle varie
regioni è fuori controllo in termini di omogeneità.
L’arbitrarietà con cui sono utilizzati i due tipi di test
diagnostico, tampone molecolare e tampone antigenico, induce nei
dati un aumento di incertezza che li rende non più affidabili
nella stima di Rt. Purtroppo temiamo che nel comitato preposto
alla sorveglianza sanitaria non ci sia l’adeguata consapevolezza
di quello che sta avvenendo nel processo di raccolta dati”. Lo
dichiara il professor Fabio Divino statistico del StatGroup-19,
Professore di Statistica e Probabilità
Laboratorio di Biostatistica ed Epidemiologia Computazionale
dell’Università del Molise.
Ciò è emerso durante il convegno ‘Lotta al Covid 19, Dati di
alta qualità per le Analisi e competenze adeguate’, che si è
tenuto oggi on line con il patrocinio della Sapienza di Roma e
Dati bene Comune, al quale hanno partecipato esponenti della
comunità scientifica, della società civile, del mondo dei mass
media e di agenzie istituzionali per ribadire l’importanza dei
dati, della loro qualità e delle competenze statistiche per
analizzarli. .
Secondo gli statistici intervenuti “Sul fronte Covid-19, in
questi giorni si discute molto della qualità delle informazioni
e delle necessarie competenze per analizzare i dati. Nelle
ultime settimane, come gruppo, abbiamo preso una posizione molto
chiara criticando anche alcune scelte del decisore. Ad esempio,
il criterio di considerare la stima del parametro Rt come
strumento principale per la classificazione del rischio
epidemiologico delle regioni nelle tre fasce gialla, arancione e
rossa. Il numero di riproduzione effettivo di un epidemia (Rt) è
un parametro importantissimo ma non è direttamente osservabile,
può essere solo stimato utilizzando modelli, anche molto
diversi, che necessariamente richiedono ipotesi specifiche sulla
qualità dei dati. In questo momento il processo di raccolta dei
dati da parte delle varie regioni è fuori controllo in termini
di omogeneità. L’arbitrarietà con cui sono utilizzati i due tipi
di test diagnostico, tampone molecolare e tampone antigenico,
induce nei dati un aumento di incertezza che li rende non più
affidabili nella stima di Rt. Purtroppo temiamo che nel comitato
preposto alla sorveglianza sanitaria non ci sia l’adeguata
consapevolezza di quello che sta avvenendo nel processo di
raccolta dati”.
“C’è da migliorare l’interazione tra le fasi di raccolta,
gestione e analisi dei dati – prosegue il profe4ssor Divino – Ad
esempio, un problema davvero rilevante è il ritardo che si
osserva fra la registrazione di una caso di positività e la
precedente insorgenza di sintomi, oggi è troppo grande e rende
alcuni indicatori in ritardo rispetto all’evoluzione
dell’epidemia, come Rt di cui abbiamo parlato prima”. (ANSA).
Fonte Ansa.it