
“La sanità molisana è ormai
diventata terreno di scontro, soprattutto politico”. A dirlo
sono i commissari alla sanità, Marco Bonamico e Ulisse Di
Giacomo, in una nota diffusa nel pomeriggio in cui analizzano in
maniera dettagliata la situazione in ambito molisano.
“Continuare a ripetere in ogni intervento pubblico, in ogni
comunicato, ad ogni occasione, che in Molise ‘la Sanità è allo
sfascio’ – affermano – oltre a non essere vero, non rende
merito a quanti ci lavorano con passione e dedizione, né
tantomeno aiuta in quella che al momento sembra essere una
priorità assoluta: reperire personale medico”. Tra le criticità,
infatti, c’è quella relativa alla mancanza di medici, anche
giovani, che evidentemente e per varie ragioni non vedono nel
Molise un territorio attrattivo. Per i commissari quanto accade
è riconducibile anche alla qualità della vita che, più in
generale, offre il territorio e che li spinge ad optare per
altre sedi.
Per Bomanico e Di Giacomo, però, la sanità regionale sta
iniziando a registrare segnali positivi. “Nel 2024, e per la
prima volta nella sua storia – scrivono – il Molise è stato
dichiarato ‘adempiente’ nell’erogazione dei Lea in tutte e tre
le aree di competenza: ospedaliera, territoriale e di
prevenzione. Questo significa che la nostra regione, come poche
altre in tutto il meridione, riesce a prestare cure adeguate ai
propri pazienti rispettando i Lea nell’intera assistenza
sanitaria”. Dito puntato anche su chi continua a sostenere che
l’attuale organizzazione ospedaliera non vada toccata, “nonostante la popolazione del Molise sia scesa sotto i 285 mila
abitanti, con un indice di natalità tra i più bassi e un indice
di invecchiamento tra i più alti in Italia”, e “nonostante una
scarsa produttività ospedaliera, con una resa inferiore al 50%
dei costi e una spesa per la mobilità passiva verso altre
regioni per prestazioni di bassa-media intensità che sfiora i
cento milioni di euro all’anno. Il nostro auspicio – osservano i
commissari – è che finalmente su un argomento così importante
per la popolazione, quale la sanità, si tengano comportamenti
seri e si assumano atteggiamenti responsabili e non demagogici,
perché in ballo c’è la vita dei malati”.
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Fonte Ansa.it