
In Molise è emergenza per le
infiltrazioni della criminalità organizzata dalle regioni
limitrofe. E’ quanto emerge dalle relazioni del presidente della
Corte d’Appello, Vincenzo Pupilella, e del procuratore generale,
Mario Pinelli, pronunciate durante la cerimonia di inaugurazione
dell’Anno Giudiziario stamattina a Campobasso. Nell’ultimo anno
l’aumento dei reati di competenza della Dda di Campobasso è del
150 per cento (da 8 a 20 casi).
“Emergono preoccupanti segnali — ha detto Pinelli – di una
progressiva esondazione sul territorio molisano di ceppi
malavitosi di provenienza pugliese e campana”. Dalla relazione
si apprende anche che la Questura di Campobasso fa esplicito
riferimento a interessi della “Società foggiana” e
specificatamente della “Batteria di San Severo” nella zona
costiera di Termoli e Campomarino. Numerosi reati spia come
estorsioni e danneggiamenti seguiti da incendi “tenderebbero ad
accreditare la fondatezza di tale convincimento”. Le forze
dell’ordine segnalano inoltre lo stazionamento in Molise di
numerosi soggetti appartenenti alla criminalità organizzata. La
Guardia di Finanza, invece, ha sottolineato che i settori
economici più a rischio per infiltrazioni mafiose sono la grande
distribuzione, la rivendita di auto usate, la produzione
lattiera-casearia, dei beni di lusso, dei locali notturni,
dell’edilizia e della gestione dei rifiuti. Proprio su questo
tema il procuratore ha ricordato la recente richiesta di rinvio
a giudizio per la maxi inchiesta della Dda con 44 indagati.
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Fonte Ansa.it