
In Molise ci sono 30 mila capi in
più di cinghiali rispetto ai 9.800 tollerabili dal territorio
regionale. Lo denunciano il Movimento Agricolo Molisano (Mam) e
l”Associazione coltivatori del territorio (Aat).
Gli agricoltori chiedono un incontro urgente con l’assessore
Salvatore Micone e con le organizzazioni sindacali
per:”affrontare con fermezza” la problematica non più
sopportabile ma anche per avanzare l’istanza della
reintroduzione del credito di imposta sull’acquisto di gasolio
agricolo.
“Questi capi in più, stimati in 30 mila circa, oltre a creare
frequenti incidenti con gli automobilisti arrecano un danno
incalcolabile al settore agricolo. Il Molise sta implementando
sempre più l’agricoltura biologica eliminando quasi totalmente
concimi chimici e diserbi per dare un prodotto di alta qualità
ai consumatori. Per ottenere questo, il sistema biologico
prevede una concimazione tramite rotazione delle colture con le
leguminose, favino, ceci (i quali arricchiscono il terreno), che
però non riescono ad arrivare a maturazione in quanto vengono
distrutte da orde di bisonti che pascolano tra i campi rendendo
inefficace la rotazione delle colture”. Tra i provvedimenti chiesti dal Mam alla Regione Molise: la
caccia selettiva, la sterilizzazione, le megatrappole pur di
ridurne con tempestività ma anche la reintroduzione del credito
di imposta sull’acquisto di gasolio agricolo sospeso nel marzo
scorso.
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Fonte Ansa.it