
Le storie dei giovani fuggiti dal
proprio Paese in guerra in cerca di una vita migliore in Italia,
la rete di accoglienza in Molise, le attività svolte. Questo e
altro nella prima “Festa dei Popoli” del Sai Molise. Un incontro
voluto dalla Cooperativa sociale “Medihospes” per illustrare
come in regione viene attuato il Sai, Sistema di Accoglienza e
Integrazione che comprende cinque paesi: Termoli, Montecilfone,
Riccia, Santa Croce di Magliano e Guglionesi. Un momento per
illustrare come la Rete Italiana degli Enti Locali realizza
interventi di accoglienza integrata per richiedenti asilo,
rifugiati, minori e stranieri non accompagnati.
In Molise, attualmente sono ospitate circa 250 persone di cui
100 a Termoli. Si tratta di un’accoglienza di secondo livello,
coordinata e condivisa con il ministero dell’Interno che porta
gli assistiti a confrontarsi con nuove realtà diverse dalle loro
e a partecipare a progetti formativi svolgendo diversi lavori
per un inserimento nel mondo del lavoro. Con l’illustrazione
delle iniziative del Sai si è svolta anche la tavola rotonda “Insieme per una nuova cultura dell’accoglienza” alla quale
hanno partecipato il sindaco di Termoli Nicola Balice, il
presidente della Cooperativa Medihospes, Camillo Mancini con don
Pino Marino, Vicario episcopale per la scuola e l’educazione
cattolica della Diocesi di Tursi-Lagonegro, gli amministratori
dei centri e il primo cittadino di Teramo e delegato Anci per
l’Immigrazione, Gianguido D’Alberto. Dopo l’apertura degli stand
in piazza Monumento, ieri in serata l’applaudito spettacolo del
Piceno Pop Chorus.
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