
Una tradizione che si ripete da
nove anni. Un rituale che accompagna il rito di una delle
solennità più importanti per la chiesa cattolica: la processione
del Corpus Domini. Che a Bisceglie, nel nord Barese, fa rima con
infiorata. Perché da quasi due lustri, il gruppo di infioratori
della parrocchia di San Lorenzo trasforma in opere d’arte petali
che, sistemati con dedizione e devozione, diventano quadri.
Tappeti floreali che “ci consentono di rinnovare la fedeltà
al Signore. Per noi è un atto di grande fede e amore”, spiega
Angela Cangelli che fa parte del gruppo di infioratori San Lo’
della parrocchia. È un lavoro lungo, che comincia dalla vigilia
del Corpus Domini e che riprende all’alba della domenica di
festa quando gli infioratori raggiungono piazza Vittorio
Emanuele, in pieno centro cittadino, e armati di gessetti,
materiali colorati e tanti petali raccontano di fede e speranza.
“Il messaggio dell’infiorata 2026 riguarda quanto stiamo
vivendo. Le guerre e il caos sembrano dominare. E anche nella
nostra città abbiamo vissuto situazioni di grande difficoltà”,
prosegue Cangelli riferendosi ai lutti che hanno colpito il
comune: dalla piccola Alicia, la 12enne morta dopo essere stata
travolta da un albero sradicato dal vento, a Mino Racanati, il
marittimo disperso dopo il crollo del viadotto sul fiume Trigno,
in Molise. Senza dimenticare il femminicidio di Patrizia
Lamanuzzi, uccisa dal marito che si è poi tolto la vita e gli
omicidi di mafia. “Vogliamo dire con le nostre opere che quando
l’uomo si allontana da Dio, perde l’orientamento e cede alla
tentazione del potere e del denaro e, chi ne paga le conseguenze
è l’umanità intera”, aggiunge Cangelli e conclude: “Cristo è
l’unica fonte di salvezza”.
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Fonte Ansa.it