
Dopo il provvedimento cautelare
emesso dalla Sezione specializzata in materia di Impresa del
Tribunale di Ancona, che ha accolto il ricorso di I COM spa
inibendo a un competitor la prosecuzione di condotte qualificate
come atti di concorrenza sleale a tutela del marchio Bontempi,
la vicenda registra sviluppi anche di tipo penale.
Dopo gli accertamenti della Guardia di Finanza Nucleo di
Polizia Economica Finanziaria – Gruppo Tutela Economia e
coordinati, la Procura di Ancona, con la pubblico ministero
Serena Bizzarri, ha chiuso le indagini nei confronti di Cristina
Ficozzi, già responsabile del settore commerciale di I COM spa e
attuale consigliere di amministrazione di I Next srl, per reati
che vanno dalla turbata libertà di industria e commercio ad
appropriazione indebita e accesso abusivo a sistema informatico.
Nella richiesta di rinvio a giudizio, l’accusa contesta
all’interessata di essersi adoperata, con mezzi fraudolenti, per
impedire o turbare l’esercizio dell’industria e del commercio da
parte di I COM spa, proponendo ai clienti della società
l’acquisto, a condizioni più vantaggiose, di prodotti identici a
quelli a marchio “Bontempi” ma riconducibili alla diversa
società I Next srl, che sarebbe costituita con tale fine.
Inoltre, la pm contest all’imputata di essersi abusivamente
introdotta nel sistema informatico di I COM spa e di essersi
appropriata di cataloghi commerciali, progetti e informazioni,
nell’ambito di un’operazione descritta come finalizzata a
immettere sul mercato un’imitazione servile dei prodotti
Bontempi.
Ora si attende la la fissazione dell’udienza preliminare nel
procedimento che servirà a ricostruire i fatti e accertare
eventuali responsabilità. In questa questa vicenda la I COM spa
è assistita dall’avvocato Riccardo Leonardi che segue l’azione a
tutela del marchio Bontempi e dei rapporti commerciali della
società. I COM spa, da parte sua, “conferma la propria
determinazione a tutelare in ogni sede il marchio Bontempi, i
propri partner commerciali e la correttezza del mercato, nel
solco dei principi già affermati, in sede cautelare, dal
Tribunale delle Imprese di Ancona.
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Fonte Ansa.it