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Sciopero metalmeccanici, ad Ancona 300 in piazza

(ANSA) – ANCONA, 07 LUG – Diritti, salario, detassazione
degli aumenti, garanzie e tutele dei livelli occupazionali,
sicurezza nei luoghi di lavoro. Questi i punti cardine della
manifestazione dei metalmeccanici di oggi in piazza del Papa ad
Ancona, come in altre piazze d’Italia. Durante l’iniziativa,
organizzata dai sindacati di categoria Fiom, Fim e Uilm delle
Marche in occasione dello sciopero nazionale del 7 e 10 luglio,
è stata ribadita la necessità del sostegno del governo allo
sviluppo del sistema industriale italiano. Circa 300 i
manifestanti in piazza, tra cui i lavoratori delle aziende al
centro di vertenze nelle Marche, tra cui Whirlpool e Cnh.
    “Chiediamo al governo tavoli di confronto – ha detto Isabella
Gentilucci, della segreteria organizzativa della Uilm di Ancona
– per parlare di politiche vere che possano salvaguardare
l’industria, che ha finora sorretto l’economia italiana, e i
lavoratori”. “Siamo in piazza per rivendicare aumenti nei salari
che sono troppo bassi e la detassazione dell’aumento ottenuto a
giugno – ha affermato Sara Galassi, segretaria generale Fiom
Marche – ma anche perché sia messo al centro delle politiche
economiche e industriali il lavoro metalmeccanico. Finora
abbiamo ricevuto scarse risposte, ma sono migliaia di lavoratori
a rischio nell’anconetano, nello jesino o nel settore
elettrodomestico del fabrianese”.
    Oltre allo spostamento delle produzioni e alle
delocalizzazioni, “il rischio vero è – secondo Gentilucci -, lo
shopping che le multinazionali fanno con le nostre industrie:
non si può pensare di venire in Italia, acquistare il brand, il
know how e i progetti italiani per poi chiudere i siti
produttivi e svuotare le nostre industrie per andare a fare
profitto altrove”.
    Altro tema è la transizione ecologica: “Non servono
interventi spot – ha osservato Gregorio Abbate (Uilm),
dipendente Raicam di Maiolati Spontini -, bisogna avere una
visione di un’Italia industriale, a meno che non vogliamo fare
tutti servizi e turismo con contratti inesistenti. E nel
frattempo tutelare i lavoratori che hanno perso il lavoro e gli
altri che, sicuramente, lo perderanno a breve. Siamo in piazza
per rivendicare il diritto al lavoro”. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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