
(ANSA) – ASCOLI PICENO, 22 GIU – Analisi delle telecamere di
sicurezza dislocate in un’area piuttosto vasta e studio dei
database per verificare modus operandi simili in altre rapine.
Sono queste alcune delle direttrici sulle quali si concentra in
queste ore il lavoro della Squadra Mobile della Questura di
Ascoli Piceno che indaga sull’assalto avvenuto la sera del 20
giugno nella villa di una famiglia di imprenditori,i fratelli
Guido e Roberta Di Stefano, titolari del Maglificio Gran Sasso, nella zona del Sacro Cuore.
Si cerca innanzitutto di individuare la via di fuga dei
malviventi, almeno tre persone, ma è molto probabile siano state
di più a far parte del commando visto che i tre che hanno fatto
irruzione intorno alle 22 nella villa sorprendendo e
sequestrando otto persone, comunicavano con trasmittenti con
altri complici, magari posizionati all’esterno e pronti alla
fuga in auto. Ritrovare il mezzo con il quale i malviventi sono
giunti in zona e si sono poi allontanati potrebbe essere utile
per verificare la presenza di tracce biologiche utili a
identificare i rapinatori. Tra le ipotesi c’è anche quella che i
banditi abbiamo usato un’auto rubata e l’abbiano poi
abbandonata.
Con la collaborazione della famiglia si sta cercando anche di
effettuare una sorta di inventario degli oggetti preziosi
trafugati, alcuni dei quali custoditi in una cassaforte che i
rapinatori, probabilmente stranieri, hanno fatto aprire sotto la
minaccia delle pistole.
“E’ un caso isolato, ma non per questo dobbiamo tenere la
guardia abbassata” commenta il sindaco di Ascoli Marco
Fioravanti, preoccupato per quanto accaduto alla famiglia di
imprenditori ascolani. “Abbiamo fatto tanto negli anni passati
in tema sicurezza dislocando molte telecamere negli accessi alla
città e all’interno dell’urbe; altro faremo ancora con la
collaborazione delle forze dell’ordine per dare più sicurezza
possibile ai cittadini” conclude. (ANSA).
Fonte Ansa.it