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Portonovo LAB Laboratorio di Biologia Marina Univpm, ricerca e attività didattica

Ricerca scientifica sulla
conservazione della biodiversità marina, sul mosciolo e
sull’erosione costiera, insieme ad attività didattiche rivolte a
studenti internazionali di Biologia Marina e iniziative di
sensibilizzazione e educazione ambientale. È il cuore del
Portonovo LAB, il Laboratorio di Biologia Marina, inaugurato
nella Baia di Portonovo (Ancona) dall’Università Politecnica
delle Marche (Univpm).
    Il Portonovo Lab, ubicato presso la Spiaggiola, è stato
realizzato grazie a un accordo stretto tra Univpm e Società
Portonovo Pesca s.r.l., attraverso la ristrutturazione di un
locale dei pescatori, con l’obiettivo di tutelare e valorizzare
il patrimonio naturale e scientifico del Conero. Il taglio del
nastro questa mattina alla presenza, tra gli altri del rettore
Univpm Enrico Quagliarini, del presidente del Parco Regionale
del Conero, Luigi Conte, del delegato alla Ricerca per l’Univpm
Francesco Regoli, del direttore dell’Istituto Irirbim-Cnr, Gian
Marco Luna, della direttrice del Dipartimento DiSVA, Francesca
Beolchini. Il Portonovo LAB “è un bellissimo esempio di come
l’Università, in un posto così caratteristico e importante,
riesca a coniugare tutte e tre le sue missioni – ha detto il
rettore Univpm, Enrico Quagliarini – : qui si farà ricerca di
alto livello, si farà formazione didattica, perché porteremo gli
studenti a ‘toccare con mano’ quello che studiano nelle aule, e
soprattutto si farà anche quella che viene definita terza
missione, ovvero avrà un approccio proattivo con il territorio,
non solo cercando di dare un senso a una sorta di disseminazione
ai cittadini di quello che viene fatto, anche in un’ottica di
sostenibilità ambientale, ma anche per valorizzare il territorio
nelle sue eccellenze, non ultimo il mosciolo di Portonovo che
verrà studiato e difeso anche grazie a tutte le tecnologie messe
in disposizione da questo laboratorio”.
    Il Laboratorio di Biologia Marina, ha spiegato il professor
Francesco Regoli “vuole abbracciare a tutto tondo l’importanza
di quest’ambiente, sia come laboratorio, la parte scientifica
per noi è prioritaria” sia come didattica perché “abbiamo
studenti di biologia marina che vengono da tutto il mondo, ma,
in un’area come questa, tutte le tematiche legate alla
protezione dell’ambiente, alla sostenibilità, all’orientamento
diventano ugualmente importanti”. Regoli ha parlato di “un
presidio che darà un valore aggiunto a questo ambiente già di
per sé straordinario, per tutte le attività dell’Ateneo”.
    In particolare ha spiegato che le attività di ricerca “si
concentreranno, da una parte” su “tutto quello che riguarda il
Mosciolo di Portonovo, una evoluzione naturale del tavolo
tecnico voluto dal sindaco di Ancona, Daniele Silvetti. Ma ci
sono anche progetti legati alla protezione della biodiversità”.
    In arrivo anche “una boa oceanografica” grazie ad “un
finanziamento ottenuto dalla Regione Marche”, la quale
permetterà, ha aggiunto il delegato alla Ricerca di “avere un
ulteriore presidio e un’infrastruttura di ricerca” per ottenere “dati in tempo reale” in grado di “evidenziare eventuali
fenomeni di cambiamento climatico”. Dati, ha puntualizzato, che
saranno “anche accessibili dalla cittadinanza, in un’ottica di
scienza aperta. Così come le dinamiche di protezione della
biodiversità, di erosione costiera, di protezione della costa,
aspetti che riteniamo sia fondamentale vengano messi insieme”.
    Tra le strumentazioni presenti nel Laboratorio anche
un’apparecchiatura per “il monitoraggio del ‘battito cardiaco’
del Mosciolo” che, “attraverso dei sensori – ha spiegato Luciana
Gorbi, docente del DiSVA – permette, di monitorare come
l’organismo reagisce ad alcuni stress e di capire come questi”
stress, fra i quali ad esempio “aumenti di temperatura e di
salinità, influenzano lo stato fisiologico” del Mosciolo,
permettendo così di fornire indicazioni sullo “stato di salute
dell’organismo”. Emanuela Fanelli, professore associato di
Ecologia del DiSVA, tra i responsabili del laboratorio, ha
spiegato che la struttura è dotata di stereomicroscopi e
microscopi “per poter analizzare direttamente alcuni degli
organismi prelevati nel mare di Portonovo” fra i quali “ostriche
presenti nella barriera del Trave, indicatori di cambiamento, e
anemoni”.
    Oltre al Mosciolo la ricerca scientifica riguarderà anche “gli squali, sentinelle degli ecosistemi”, non presenti a
Portonovo. Obiettivo del laboratorio, ha spiegato Fanelli, è
quello di “creare un link diretto tra il mare e le attività di
ricerca” ovvero “tra il prelievo degli organismi e la loro
analisi, anche con attività” di “monitoraggio delle comunità
ittiche e di organismi attaccati agli scogli”.
    Marco Giacchetti presidente Portonovo Pesca ha rimarcato come
negli anni il numero dei pescatori si sia progressivamente
ridotto: “50 anni fa c’erano 20 pescatori di Moscioli – ha fatto
notare – adesso ce ne sono 3”, per questo ha proposto all’Univpm “di fare uno studio di fattibilità” per realizzare “un robot
marino che vada a raccogliere Moscioli, perché nel futuro sempre
meno troveremo subacquei”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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