
“Investire sulle persone significa
investire sul futuro economico delle Marche. Come Regione ci
impegniamo a sostenere politiche attive per il lavoro,
formazione e competenze, accompagnando le imprese nei processi
di innovazione organizzativa e contrastando la fuga di talenti e
lo spopolamento delle aree interne”. Le parole dell’assessore
regionale allo Sviluppo Economico Giacomo Bugaro nel corso
dell’incontro promosso da Piccola Industria Confindustria
Ancona, dedicato al welfare aziendale come fattore chiave per il
core business delle imprese e per la crescita del sistema
economico locale.
Il confronto, che ha coinvolto realtà produttive, istituzioni e
professionisti, si è tenuto nel tardo pomeriggio nella sede
dell’Associazione industriali. “Il benessere dei lavoratori non
è un tema settoriale, – ha sottolineato Bugaro – ma una sfida
collettiva che riguarda lo sviluppo della regione”.
Per Piccola Industria di Confindustria Ancona “la
competitività delle imprese non si misura solo nei risultati
economici, ma nella capacità di attrarre competenze, trattenere
talenti e costruire ambienti di lavoro affidabili. Il benessere
organizzativo diventa così una leva strategica che incide
direttamente su produttività, stabilità e sviluppo del
territorio”. Da questa consapevolezza nasce l’incontro di oggi
introdotto dai saluti istituzionali di Bugaro, di Giorgio
Moretti, presidente di Piccola Industria Confindustria Ancona, e
Antonio Di Stasi, preside della Facoltà di Economia
dell’Università Politecnica delle Marche.
“Se vogliamo che i giovani restino e tornino nelle Marche,
dobbiamo offrire non solo occupazione, ma occupazione di qualità
– ha detto Moretti-. Le aziende che investono sul wellbeing
risultano più stabili e competitive. Come Confindustria Ancona
mettiamo a disposizione del tessuto produttivo strumenti
concreti per rafforzare senso di appartenenza e crescita
economica, elementi cruciali per l’attrattività del territorio.
Iniziative come questa dimostrano quanto sia fondamentale fare
rete tra i diversi stakeholder”.
Il professor Di Stasi ha richiamato l’insegnamento di Giorgio
Fuà sul rispetto dei lavoratori: “un principio condiviso con
Adriano Olivetti, promotore di un modello di impresa capace di
rispondere alle esigenze dei collaboratori e di favorirne la
crescita culturale attraverso servizi come ad esempio
biblioteche e asili nei luoghi della produzione. Un approccio
che genera effetti positivi sul territorio e sull’intera
società”.
L’evento è stato anche l’occasione per presentare l’esperienza
di E.G.O. Italia di Camerano, sede italiana e centro di
competenza per la cottura a gas del Gruppo E.G.O., unica azienda
della provincia di Ancona ad aver ottenuto nel 2025 il
riconoscimento Great Place to Work, che valorizza la qualità del
contesto lavorativo sulla base di valutazioni anonime espresse
dai dipendenti. “Il benessere – ha affermato Enrico Santarelli,
ceo di E.G.O. Italia – non è un premio, ma una scelta
strategica. Guida il modo in cui costruiamo cultura, prendiamo
decisioni e creiamo valore. La certificazione Great Place to
Work riconosce questo percorso e conferma che investire sulle
persone rende l’impresa più solida e orientata al futuro”.
Sul tema è intervenuto anche Camillo Catana Vallemani,
presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Ancona, richiamando
l’attenzione sulle implicazioni concrete per le PMI: “Il vero
nodo non è se investire nel benessere, ma come farlo in modo
sostenibile, con modalità coerenti con il modello di business e
la dimensione aziendale. Iniziative come queste consentono
all’impresa di crescere in solidità, dimostrare capacità di
resilienza e migliorare la propria reputazione, con ricadute
positive anche sul rating bancario”.
Soddisfazione è stata espressa da Riccardo Zuccaro,
presidente Marche Aidp a Associazione italiana direzione del
personale: “occuparsi del benessere dei collaboratori non è né
una moda né un lusso, ma una condizione essenziale per la
competitività e la tenuta delle imprese”. Al confronto hanno
contribuito anche Rosalba Murolo, direttrice delle Risorse Umane
di E.G.O. Italia e Biancamaria Cavallini, direttrice scientifica
di Mindwork, offrendo ulteriori chiavi di lettura sulle ricadute
del welfare aziendale sull’organizzazione e sostenibilità delle
imprese.
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Fonte Ansa.it