
Nel secondo trimestre 2025 nelle
Marche sono state richieste e autorizzate complessivamente 12,1
milioni di ore di Cassa integrazione, Fis (Fondo integrazione
salariale) e altri fondi di solidarietà. In particolare, la Cig
(ordinaria, straordinaria e in deroga) si attesta a 11,9 milioni
di ore (+1,6 milioni di ore, +15,6%), una crescita minore sia
rispetto al valore medio italiano (+21,8%) che al valore del
Centro Italia nel complesso (+21,6%). È quanto emerge dai dati
Inps, elaborati dall’Ires Cgil Marche.
La provincia che osserva il maggior aumento è quella di
Macerata (+59,8%), seguita da Ancona (+27,1%) e Fermo (+10,4%).
Risulta in diminuzione, invece, nelle province di Ascoli Piceno
(-41,5%) e Pesaro Urbino (-2,1%). L’industria assorbe la maggior
parte delle ore autorizzate (11,4 milioni, +1,4 milione di ore),
di cui autorizzate per i comparti tessile-abbigliamento (+1,2
mln di ore) e pelli-cuoio-calzature (+593mila ore). Le ore
registrate nel terziario sono 62mila (+43,3%), nell’edilizia
320mila e nell’artigianato circa 78mila.
“I dati regionali sono preoccupanti”, dichiara Eleonora
Fontana, segretaria regionale Cgil Marche. “Occorrono azioni
concrete per affrontare le cause della crisi della manifattura
regionale e rimettere al centro la qualità del lavoro. –
conclude – Devono essere garantiti i livelli occupazionali e
aperto un tavolo delle crisi, soprattutto in vista delle pesanti
ricadute che i dazi determineranno nelle Marche. Serve subito un
cambio di passo”.
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Fonte Ansa.it