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Futuro delle province, confronto tra i candidati nelle Marche

Dal “ripristino delle elezioni”
alla necessità di “dotare le province di una giunta”. Dalle “nuove attribuzioni” al “rafforzamento di alcune funzioni”. I
candidati alla presidenza delle Marche si confrontano insieme
per la prima volta ed elencano le proprie proposte. L’occasione
è un incontro nella sede dell’Unione province italiane (Upi) ad
Ancona per discutere del “riordino delle funzioni delle province
nelle materie di competenza regionale”.
    Seduti al tavolo Francesco Acquaroli, presidente uscente e
candidato del centrodestra, Matteo Ricci, eurodeputato del Pd e
candidato del centrosinistra, Claudio Bolletta per Democrazia
sovrana e popolare (Dsp), Lidia Mangani per il Partito comunista
italiana (Pci) e Beatrice Marinelli per il movimento Evoluzione
della rivoluzione. L’unico assente è Francesco Gerardi,
candidato alla presidenza per Forza del popolo.
    Il dibattito – sette minuti a disposizione per ciascuno,
rigorosamente in ordine alfabetico – è stato introdotto e chiuso
da Pasquale Gandolfi, presidente nazionale dell’Upi. “Mi sembra
ci sia una condivisione sul fatto che le province devono tornare
a essere protagoniste. – ha detto Gandolfi una volta ascoltate
le proposte dei candidati – La sollecitazione fatta da Upi nei
confronti delle Regioni ha la volontà di iniziare un dialogo che
è mancato negli ultimi anni”. Acquaroli ha attaccato la riforma Delrio del 2014. “Era
l’epoca delle riforme fatte con i tweet. – dice – le province
possono dare un contributo importante come ambiti di aree vaste,
secondo una logica che deve essere riportata a un’architettura
istituzionale condivisa”. Ricci, invece, ha sottolineato la
necessità di un “nuovo patto istituzionale”. “Penso che le
province possano tornare a essere lo strumento per ricucire le
aree interne – ha affermato – per questo ho proposto che siano
le province a gestire le risorse che vogliamo dare su asili
nido, trasporti e incentivi per le botteghe”.
    Bolletta è d’accordo con “l’ampliare le competenze e le
funzioni delle province evitando” tuttavia “doppioni”. “Non
dobbiamo creare disguidi dovuti a una coconduzione di più enti
sullo stesso argomento. – ha rimarcato – Un principio che va
contro l’efficacia e l’efficienza”.
    Anche Mangani attacca la riforma del 2014 perché “ha
spacciato la semplificazione e il risparmio per la soppressione
di democrazia”. “Dobbiamo ripristinare l’elezione del presidente
del consiglio. – ha sostuto Mangani – Noi proponiamo di
accentuare le funzioni di programmazione, coordinamento e
gestione di problematiche del territorio che appartengono a
un’area vasta sovracomunale”.
    Infine, Marinelli ha rivendica la necessità di “rafforzare il
ruolo delle province come stazione unica appaltante”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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