
(ANSA) – ANCONA, 11 MAG – Fatturato in crescita per il
Consorzio Agrario di Ancona che nel 2022 ha raggiunto 87,84
milioni di euro, +9,4% rispetto agli 80,31 mln registrati nel
2021. Un risultato, fa sapere in una nota, che conferma
l’associazione quale “solido punto di riferimento del settore
primario marchigiano”, con circa 30 sedi su tre province, e 370
soci.
Due i fattori che incidono sul risultato positivo: l’aumento
dei prezzi sui prodotti venduti per i rincari di gas, energia e
materie prime, e il consolidamento delle quote di mercato nei
settori di riferimento. Tra le voci più importanti il commercio
dei cereali (con il grano duro delle Marche che rappresenta il
70% del valore), con la cessione di oltre 553 mila quintali ed
un ricavo che sale a 29,11 milioni. In crescita di oltre il 50%
le voci carburanti (16,2 milioni) e concimi (9,7 milioni), buona
la tenuta del il settore macchine agricole (12,5 milioni).
Il bilancio, approvato dall’assemblea dei soci, evidenzia la
perdita di oltre 300 tonnellate di girasole nel centro di
stoccaggio di Ostra causata dall’alluvione dello scorso
settembre, con rimborsi già liquidati agli agricoltori
conferenti. In generale tutti i settori del Consorzio hanno
mantenuto ed a volte migliorato le performance di vendita,
mantenendo le quote di mercato.
Tra le note dolenti “l’aumento dei tassi di interesse, che
hanno scoraggiato gli investimenti pure programmati dal
Consorzio con l’obiettivo di aumentare servizi ed opportunità
alle imprese agricole della regione”.
“Grazie ad un comportamento prudente e ad una continua
attenzione sull’affidabilità di clienti e fornitori – ha fatto
sapere Il presidente Alessandro Alessandrini – siamo riusciti a
mantenere energie e risorse per affrontare il 2023 in maniera
serena”. “La speranza – ha aggiunto – è che la politica riesca a
comprendere il ruolo centrale dell’agricoltura e
dell’agroalimentare, sia italiano che europeo. Operazione che
non potrà prescindere dalla definitiva comprensione che la tanto
decantata transizione ecologica molto teorizzata, ma molto poco
reale, debba rappresentare un valore aggiunto ed un incentivo
per economia e società e non un ennesimo strumento di freno”.
(ANSA).
Fonte Ansa.it