
“Sono un uomo di politica: dalla politica sono stato chiamato a guidare Astea e dalla politica sono stato chiamato, dopo pochi mesi dal voto che ha portato alle elezioni della sindaca Glorio, a fare un passo indietro”.
Lo scrive in una lettera Fabio Marchetti, spiegando le proprie dimissioni a fine anno da amministratore delegato di Astea dopo ben dieci anni dalla nomina de 31 ottobre 2015: “un decennio in cui Aste da piccola società multiservizi a cavallo tra le province di Ancona e Macerata, è diventata un player di primaria importanza nelle Marche, con consolidate linee di business anche al di fuori dei confini regionali”.
“Ho svolto il mio incarico con impegno, passione e dedizione, – ha aggiunto Marchetti – trovando in più occasioni anche l’apprezzamento di esponenti e gruppi politici dell’attuale gruppo di opposizione nel Consiglio Comunale di Osimo” “Apprezzamenti che in questi giorni sono stati espressi, e ringrazio, dalla mia sindaca Michela Glorio con cui però – lamenta il manager – è mancato, molto presto, feeling e questo è dovuto anche dalle sue lamentele di non essere da me riconosciuta nel suo ruolo. Forse esprimevo opinioni diverse e considerazioni maturate dopo anni di esperienza. – osserva Marchetti – Non appartiene al mio modo di pensare e fare politica ne al mio modo di lavorare e relazionarmi con gli altri, conformarmi ad indicazioni ricevute ma non condivise, quando queste, a mio modo di vedere, potrebbero nuocere ai risultati sinora conseguiti”.
“Rimangono aperte sfide molto importanti, quali il gestore unico dell’acqua in Aato 3 e il gestore unico dei rifiuti in Ata 2, – conclude auguro al mio successore ed ai Comuni soci di Astea di riuscire a trovare un percorso sostenibile e risolutivo per il bene dell’azienda e di tutta la Comunità”.
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Fonte Ansa.it