
Compariranno davanti al
Collegio del tribunale di Ascoli Piceno il prossimo 9 ottobre i
sei uomini accusati, a vario titolo, di essere coinvolti nel
raid avvenuto l’11 maggio scorso nel centro storico cittadino.
La giudice per le indagini preliminari Simona D’Ottavi ha
disposto il giudizio immediato accogliendo la richiesta avanzata
dalla Procura ascolana.
Il procedimento riguarda cinque cittadini tunisini e un
egiziano, tutti residenti in città, di età compresa tra 21 e 33
anni. Per gli imputati le accuse, contestate a vario titolo,
comprendono tentato omicidio in concorso, violazione di
domicilio, rapina, danneggiamento, minaccia e porto di armi o
oggetti atti ad offendere. Tra le armi sequestrate figurano una
katana, alcuni coltelli e una mazza da baseball.
Due degli indagati erano finiti in carcere dopo i fatti, mentre
per gli altri quattro erano stati disposti gli arresti
domiciliari.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, alla base dello
scontro ci sarebbero questioni sentimentali legate a una donna.
Il gruppo avrebbe raggiunto un’abitazione di rua della Campana,
dove vivevano tre cittadini egiziani, dando vita a un confronto
rapidamente degenerato in violenza.
Le segnalazioni al numero di emergenza erano arrivate poco
dopo le 20, quando alcuni passanti avevano riferito di urla e
persone in fuga nelle strette vie del quartiere. Diversi
partecipanti si sarebbero mossi anche a bordo di monopattini
elettrici. Lo scontro sarebbe poi proseguito all’esterno
dell’abitazione, tra pugni, calci, minacce e inseguimenti,
davanti a residenti e passanti terrorizzati.
L’arrivo di carabinieri e polizia ha consentito di riportare
la situazione sotto controllo. Un uomo è rimasto ferito ed è
stato soccorso dal 118. Un settimo partecipante, secondo
l’accusa coinvolto nel raid, è invece riuscito a rendersi
irreperibile e non è stato ancora identificato. Ora la vicenda
approderà in tribunale.
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Fonte Ansa.it