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‘Parole al Centro’, ciclo di incontri aperto da un premio Pulitzer

(ANSA) – PAVIA, 27 FEB – “L’idea legata a questo ciclo di incontri è continuare la tradizione inaugurata da Maria Corti. Una tradizione che ha sempre affiancato allo studio dei testi del passato un serrato confronto con la letteratura dell’oggi. Una sorta di filologia del presente che, dialogando con gli scrittori e le scrittrici, mette al centro i nuovi usi della parola letteraria”. A sottolinearlo è Giuseppe Antonelli, presidente del Centro Manoscritti dell’Universita’ di Pavia, presentando la terza edizione di “Parole al Centro. Cinque incontri sulla scrittura letteraria”. Tra gli ospiti degli anni scorsi figurano anche Paolo Giordano, Helena Janeczek, Valerio Magrelli, Dacia Maraini, Nicola Lagioia, Alessandro Piperno, Sandro Veronesi.
   Quest’anno, ad aprire la rassegna è stata il premio Pulitzer Jhumpa Lahiri che ha scelto di scrivere i suoi libri più recenti in lingua italiana. Poi sarà la volta di Laura Pugno (9 marzo), Francesco Pecoraro (23 marzo) e dei premi Strega Mario Desiati (30 marzo) e Edoardo Albinati (20 aprile). Gli incontri, ad ingresso libero, si svolgeranno alle 18 nell’Aula Magna dell’Ateneo e verranno trasmessi in diretta sul canale Youtube dell’Università di Pavia. “Gli autori – spiega Antonelli – racconteranno del loro rapporto con la scrittura e con il processo creativo, portandoci a scoprire quel mondo di parole che precede la pubblicazione di un’opera e rimane nascosto dietro alle righe delle pagine a stampa. Le parole degli appunti, magari scritti ancora a mano su foglietti di fortuna o quelle di cui resta memoria solo nei vecchi file. Parole scartate, anche se ormai di carta se ne usa sempre meno e parole trovate via via nel lungo percorso che accompagna la nascita di una nuova storia. Dall’inchiostro ai bit. Parole amate e odiate, scelte per rappresentare il carattere di un personaggio o per rendere un determinato tipo di emozione”.
   Nel dicembre del 1973 Maria Corti, docente dell’Ateneo pavese, concepì l’idea di creare in Università il Fondo Manoscritti di autori novecenteschi, che fu ufficialmente riconosciuto con atto notarile. Al nucleo originario appartengono alcuni preziosi block-notes del poeta Eugenio Montale, varie redazioni autografe della novella “La Madonna dei filosofi” di Carlo Emilio Gadda e l’edizione postillata di “Mio cugino Andrea” di Romano Bilenchi. Oggi il Centro conserva più di duecento fondi d’autore.
   “Continuiamo a ricevere donazioni di lettere e altri documenti scritti a mano che contribuiscono ad arricchire il patrimonio del Centro – afferma Antonelli -. Ma in futuro pensiamo anche di incrementare la parte digitale, con i file originali in cui gli scrittori cominciano a sviluppare l’idea del testo che si concretizza poi nel libro, e anche con le moderne forme epistolari tramite mail”. Per celebrare i 50 anni di vita del Centro Manoscritti, nel corso dell’anno l’Universita’ di Pavia ospiterà altri due eventi: ad ottobre una mostra sui volti e le voci della letteratura italiana del Novecento, con le immagini dell’archivio della casa editrice Effigie di Giovanni Giovannetti; a dicembre un convegno internazionale sulla filologia d’autore. un filone che proprio a Pavia ha aviuto un impulso fondamentale grazie a Maria Corti e Dante Isella.

Fonte Ansa.it

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