
“L’intelligenza artificiale è uno
dei settori più in ascesa dal punto di vista economico e
fortunatamente l’Italia sta seguendo i trend internazionali.
Oggi la sfida è avere una nuova AI, sicuramente più sostenibile
e più affidabile ma anche meno costosa e maggiormente valida dal
punto di vista etico”: lo ha detto Giuseppe De Pietro,
presidente della Fondazione Fair, fondo senza scopo di lucro che
conta tra i 25 partner fondatori 14 università, 4 enti di
ricerca e 7 aziende e che, con i fondi Pnrr, porta avanti
ricerche sull’Ai, durante l’evento ‘L’ecosistema di FAIR: l’AI
tra ricerca e impresa’ al Politecnico di Milano.
La giornata al campus Bovisa dell’ateneo è stata un’occasione
di confronto per imprese, istituzioni ed enti di ricerca per
capire se l’AI può diventare un motore strategico per lo
sviluppo tecnologico del Paese. L’obiettivo è stato quello di
raccontare l’impatto reale dei progetti sviluppati all’interno
di Fair, il più grande ecosistema italiano dedicato
all’intelligenza artificiale, che ha finanziato i progetti di
ricerca di 76 imprese vincitrici dei bandi a cascata.
“Il problema – ha aggiunto – è che le grosse applicazioni che
vengono utilizzate sono di fatto gestite da poche
multinazionali. Un problema non solo per discorsi strategici e
di marketing ma anche per una questione di democratizzazione
dell’accesso all’AI. Serve uno sviluppo di tecnologie che siano
condivise quantomeno a livello europeo”. Specie per le
applicazione dell’AI, che può diventare un strumento importante
in molti campi, come quello sanitario: “Le prime applicazioni –
ha concluso De Pietro – nascono proprio nel settore della sanità
con il riconoscimento delle immagini radiologiche che può
supportare i medici nella diagnosi”.
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Fonte Ansa.it