
L’edilizia lombarda chiude il
2025 con un volume d’affari in crescita del 3,7%, quinto anno
consecutivo con il segno positivo, ma guarda al futuro con
crescente prudenza. A pesare sono soprattutto l’aumento del
costo dei materiali e le incertezze sulla domanda, aggravate
dallo shock energetico provocato dal conflitto iraniano e dalla
chiusura dello stretto di Hormuz, che hanno riportato i prezzi
delle materie prime sui livelli del 2023.
È quanto emerge da un’indagine congiunturale di Unioncamere
Lombardia presentata oggi a Milano. La crescita del settore si è
accompagnata a un aumento dell’occupazione (+1,5%), mentre cala
la propensione agli investimenti: la quota di imprese che ha
investito è scesa dal 33 al 26 per cento.
Nei primi tre mesi del 2026 il volume d’affari è comunque
cresciuto del 7% su base annua, trainato soprattutto dai
cantieri pubblici, mentre tra le principali criticità segnalate
dagli imprenditori il costo dei materiali (26%) supera la
debolezza della domanda (20%) e la difficoltà di reperire
personale (18%).
“I dati presentati oggi sono molto positivi rispetto alle
aspettative e dimostrano la grande solidità delle aziende
lombarde – ha commentato l’assessore regionale allo Sviluppo
economico Guido Guidesi – Con il lavoro sulla filiera
dell’edilizia sostenibile, sull’economia circolare e sui
progetti innovativi con le start up vogliamo proiettare questo
settore nel futuro”.
Per il presidente di Unioncamere Lombardia, Gian Domenico
Auricchio, sarà però necessario “guardare oltre l’orizzonte del
Pnrr” sostenendo innovazione e competenze anche quando terminerà
la spinta delle grandi opere pubbliche. Sulla stessa linea il
presidente di Ance Lombardia John Bertazzi, che ha chiesto “regole chiare, tempi autorizzativi certi e una programmazione
stabile” per consentire alle imprese di continuare a investire e
crescere.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Fonte Ansa.it