
(ANSA) – MILANO, 11 FEB – “Un malato è come una persona
imprigionata: ha bisogno dell’amicizia come dell’aria” ha detto
l’arcivescovo Mario Delpini, che questa mattina ha presieduto la
liturgia della Parola al Santuario diocesano Beato don Carlo
Gnocchi e nel pomeriggio ha celebrato Messa nella Basilica di
Santa Maria di Lourdes a Milano, nella XXIX Giornata mondiale
del malato.
“Nella città delle apparenze, nella città delle solitudini,
nella città degli scarti – ha detto nell’omelia di questo
pomeriggio – nella città dei potenti si diffonde oggi come una
musica lieta il cantico di Maria”, “che contempla quello che
vale e se ne rallegra”.
“Non l’efficienza, la capacità di fare, di fare bene, di fare
in fretta”. Nemmeno “la ricchezza, il poter fare, andare,
comprare, mostrare i segni di quanto uno possiede”. Nemmeno “il
potere, quello di dare valore o toglierlo a una persona, a un
gruppo, a una iniziativa” perché “Maria – ha detto Delpini –
rivela che ciò che rende superbi e prepotenti è destinato a
finire nel niente. Quello che vale, quello che realmente conta,
quello che dà veri motivi per cantare è lo sguardo di Dio, è
l’opera di Dio, è la benedizione di Dio”. (ANSA).
Fonte Ansa.it