
“Fa sempre piacere quando
parlano di te per una posizione importante come fare il sindaco
di Milano però non è che nessuno sia mai venuto da me a fare una
proposta concreta. Poi se verranno ci penserò però sinceramente
mi sembra difficile fare una cosa di questo genere. Mai dire mai
nella vita, ma è improbabile”. Lo dice all’ANSA l’economista
Carlo Cottarelli protagonista di un incontro sul suo libro ‘L’economia facile. Risposte semplici per capire il mondo’ a Il
libro possibile, il festival, sostenuto da Pirelli, in corso a
Polignano a Mare.
L’attirerebbe comunque la proposta? “Non si può parlare in
astratto, dipende a fare cosa. E’ un po’ quello che ho sempre
detto, quando io ho fatto il commissario per la revisione della
spesa pubblicca ne abbiamo discusso; anche quando per quattro
giorni ho fatto il presidente del Consiglio incaricato, ero
stato in grado di fare una cosa ben precisa, di portare il Paese
a nuove elezioni nel caso non si fosse formato il governo
tecnico”.
L’economista ha appena presentato con la fondazione Einaudi la
campagna “Quanto mi costa?”: una raccolta di firme online a
sostegno del disegno di legge “Misure per la trasparenza dei
programmi elettorali dei partiti”, che era stato presentato
proprio da Cottarelli.
C’è molto populismo nella politica italiana? “E’ un po’ una
tendenza in tutto il mondo, negli Stati Uniti, nel Regno
Unito… Il problema è che il mondo è diventato molto più
complicato e le persone si sentono minacciate dal cambiamento.
Arrivano merci dalla Cina che prima non arrivavano. Arrivano
persone da altri Paesi che prima non arrivavano e il cambiamento
porta alla paura e a cercare delle soluzioni semplici”. Comunque “c’è un elemento di verità in questa paura, il cambiamento
evidente è stato molto rapido, senz’altro troppo rapido negli
ultimi trent’anni. Però bisogna cercare di ragionare su questi
problemi piuttosto che rispondere soltanto con la pancia”.
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Fonte Ansa.it