
Deve essere valutata “l’opportunità
di un trasferimento temporaneo del detenuto in reparto
ospedaliero di medicina penitenziaria”. Lo scrive la Corte
d’Appello di Milano a seguito di un’istanza della difesa di
Zewei Xu, l’ingegnere cinese 33enne arrestato il 3 luglio scorso
dalla Polizia a Malpensa su mandato degli Stati Uniti, che ne
chiedono l’estradizione accusandolo di essere una “spia”.
I legali Enrico Giarda e Simona Candido, sulla base di
consulenze psichiatriche, infatti, hanno fatto presente che
l’ingegnere cinese, in questi mesi di detenzione, ha manifestato “sintomi” di una “severa depressione”, che lo hanno portato
anche il 17 dicembre ad un tentativo di suicidio.
I giudici della quinta penale d’appello
(Barbara-Tallarida-Caramellino) hanno rigettato la richiesta dei
difensori di sostituire la misura del carcere coi domiciliari in
una “idonea struttura sanitaria di ricovero”. Misura “fino ad
oggi mantenuta per prevenire lo spiccato pericolo di fuga”.
La Corte, però, ha deciso di mandare gli atti al
Provveditorato regionale amministrazione penitenziaria della
Lombardia “per verificare l’adeguatezza della terapia
farmacologica in corso e per valutare l’opportunità di un
trasferimento” del 33enne in un reparto ospedaliero di medicina
penitenziaria, comunque “idoneo a prevenire il pericolo di
fuga”.
Intanto, la Corte d’Appello nelle prossime settimane dovrà
decidere se dare l’ok o meno alla richiesta di estradizione
americana. Secondo un’inchiesta dell’Fbi, Xu avrebbe fatto parte
di un team di hacker che avrebbe carpito informazioni anche su
terapie e vaccini anti-Covid nel 2020. L’uomo ha sempre ribadito
di essere innocente e che potrebbe essersi trattato di un errore
di persona. E per la sua difesa l’istanza di estradizione non
può essere accolta perché il reato contestato è “politico”.
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Fonte Ansa.it