
È una stagione di passaggio quella che il prossimo 7 dicembre si inaugurerà alla Scala con Lady Macbeth del distretto di Mcesk di Sostakovic. Passaggio perché è la prima guidata dal nuovo sovrintendente Fortunato Ortombina, anche se per buona parte già ideata dal suo predecessore Dominique Meyer, e anche perché è l’ultima con la direzione musicale di Riccardo Chailly che dirigerà un bis di kolossal.
Dopo l’opera inaugurale con la regia di Vasily Barkharov, il maestro sarà infatti di nuovo sul podio per il Requiem di Verdi, pilastro della tradizione scaligera, e soprattutto per Nabucodonosor con regia di Alessandro Talevi e un cast stellare (di habitué del 7 dicembre) ovvero Anna Netrebko, Luca Salsi, Michele Pertusi e Francesco Meli. Si tratta della prima volta in tempi moderni in cui l’opera viene eseguita con i ballabili che Verdi ha composto per la versione andata in scena nel 1848 a Bruxelles. Chi invece non ci sarà è Daniele Gatti, che, dopo la mancata nomina a sostituto di Chailly, ha cancellato gli impegni con il teatro e anche con la Filarmonica.
Non sarà quindi sul podio di Pelléas e Mélisande di Debussy – una delle opere più attese della stagione con il debutto alla Scala del regista Romeo Castellucci – dove invece salirà Maxime Pascal. Laconico il commento di Ortombina: “Oggi parlo dei direttori che ci sono”. Nessun commento, in attesa di una conferenza stampa a metà luglio, nemmeno su Myung-Whun Chung, che il sovrintendente ha scelto come direttore musicale dal primo gennaio 2027. Il direttore sudcoreano, che dal gennaio 2019 con Traviata non dirige un’opera a Milano, sarà il prossimo giugno sul podio per Carmen con la regia di Damiano Michieletto (per poi inaugurare il 7 dicembre la stagione 2026/27 con Otello).
Altro clou della stagione che verrà è il Ring di Wagner con le quattro opere che lo compongono eseguite due volte nel giro di due settimane (abbonamenti già sold out). Una prova immane per un teatro, ha sottolineato Ortombina. “Una stagione speciale” secondo il sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi, che ha rivendicato l’impegno del ministero che nel 2024 “ha destinato alla Scala quasi 36 milioni di euro”, un contributo “quasi pari a quello dei privati” ma che da solo non basterebbe, ha sottolineato Ortombina ringraziando gli sponsor e invitando Mazzi vedere la Scala “per l’esempio che è” di collaborazione-pubblico privato.
Il teatro è “un caposaldo politico e culturale del Paese”, ha sottolineato il sindaco e presidente della Scala Giuseppe Sala davanti a un parterre che includeva il presidente della Regione Attilio Fontana e la senatrice Liliana Segre, a cui la sala ha tributato un applauso. Suo desiderio sarebbe di vedere il teatro ancora più “uscire e andare in città” per raggiungere i giovani che comunque sono già un terzo degli spettatori. E anche Ortombina ha spiegato che il suo obiettivo è “che nessun milanese possa dire di non essere mai stato alla Scala”.
Intanto chi verrà la prossima stagione potrà vedere Turandot a cento anni dalla sua prima esecuzione, nella ripresa dell’allestimento di Livermore e con la direzione di Nicola Luisotti. Speranza Scappucci sarà sul podio di Lucia di Lammermoor, L’elisir d’amore sarà il progetto dell’Accademia, mentre La Traviata con la regia di Liliana Cavani diretta da Michele Gamba e il Faust diretto da Daniele Rustioni con la regia di Johannes Erath chiuderanno la stagione.
Otto i titoli di danza, presentati dal direttore del balletto Frédéric Oliveri. La stagione si aprirà con La bella addormentata nel bosco nella coreografia di Rudolph Nureyev e proseguirà con il Gala Fracci (che da serata unica diventerà doppia), mentre nuove produzioni includono Alice’s Adventures in Wonderland di Christopher Wheeldon e Le sacre du printemps, prima coreografia di Pina Bausch eseguita dal corpo di ballo scaligero.
Per la sinfonica invece inaugurazione con sul podio un ex direttore musicale della Scala, Daniel Barenboim, a testimonianza di come il teatro mantiene il rapporto con i suoi maestri, come quello con Chailly che continuerà a lavorare con il teatro anche in futuro: “Non ho una sensazione di nostalgia, perché ci sono progetti che vanno avanti anche dopo”, ha promesso.
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Fonte Ansa.it