
La Cassazione ha respinto il
ricorso della difesa di Zewei Xu, il cinese 33enne arrestato il
3 luglio dalla Polizia a Malpensa su mandato degli Usa che ne
chiedono l’estradizione, contro l’ordinanza con cui la Corte
d’Appello di Milano, il primo agosto, aveva negato i domiciliari
per l’ingegnere informatico.
In pratica, dopo il rigetto del ricorso presentato dai legali
Enrico Giarda e Simona Candido, il 33enne resta in carcere, da
oltre tre mesi. E’ accusato in un’inchiesta dell’Fbi di aver
fatto parte di un team di hacker che avrebbe carpito
informazioni anche su terapie e vaccini anti-Covid nel 2020.
“Ribadisco la mia innocenza, non ho mai svolto attività di
spionaggio e questa nei mei confronti è una persecuzione
politica, all’interno di una strategia politica di persecuzione
della popolazione cinese da parte degli Usa”, aveva detto il
33enne, il primo ottobre, in un’udienza davanti alla quinta
penale della Corte d’Appello milanese, chiamata a decidere se ci
siano i presupposti per l’estradizione, che ha avuto il parere
favorevole della Procura generale di Milano.
“Tutti i miei dati personali, la mail, i contatti sono
rimasti alla società per cui lavoravo quando l’ho lasciata nel
2018 – ha spiegato l’ingegnere -. Può essere che un’altra
persona abbia utilizzato negli anni successivi il mio pc e la
mia utenza”.
Il provvedimento dei giudici milanesi non è ancora stato
depositato e alla stessa Corte, intanto, la difesa ha avanzato
anche un’altra istanza di domiciliari. I difensori avevano fatto
un riferimento implicito al caso Uss, quello dell’imprenditore
figlio di un oligarca vicino a Putin che, mentre si era in
attesa dell’udienza in Cassazione sul ricorso contro la consegna
agli americani, fuggì dai domiciliari nel 2023. Con tanto di
intervento disciplinare del ministro Nordio sui giudici, poi
assolti dal Csm. Un caso che, per i difensori, non avrebbe
dovuto pesare in questa vicenda diversa.
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Fonte Ansa.it