
“A cinque anni dall’accordo tra
Mit, istituzioni locali e Aspi sul risarcimento per il crollo di
Ponte Morandi non c’è ancora un vero autoparco al servizio del
porto di Genova. Servono almeno mille stalli per i tir, quindi
almeno 100mila metri quadrati di spazio e il progetto dev’essere
scritto nel nuovo Piano regolatore portuale, discusso e deciso
da tutti”. Lo sottolinea il coordinatore ligure di
Trasportounito Giuseppe Tagnochetti in vista dell’avvio a
settembre dei confronti da parte dell’Autorità di sistema
portuale sul nuovo Piano regolatore portuale rilanciando la
necessità di “trovare una soluzione definitiva per accogliere i
tir che gravitano sul porto di Genova”.
Servono parcheggi, servizi, aree di ristoro e almeno un
centro revisione per le migliaia di camionisti che ogni giorno
orbitano attorno al principale scalo merci italiano. “I soldi ci
sono – ricorda Tagnochetti -. Nell’accordo transattivo del 2021
sottoscritto con Aspi fra le opere per indennizzare il crollo
del ponte Morandi c’erano anche 100 milioni complessivi per
realizzare il nuovo svincolo autostradale di Pegli, il raddoppio
della rampa autostradale fra la strada Guido Rossa e il casello
di Genova Aeroporto e appunto l’autoparco”.
“Lo svincolo non si fa, la rampa di collegamento non si sa:
quindi i soldi per l’autoparco ci sarebbero tutti, se non sono
stati spostati sul tunnel subportuale? – sollecita Tagnochetti
le istituzioni locali a rispondere denunciando che “ad oggi si
discute una soluzione ancora parziale e non risolutiva del
problema”.
Trasportunito boccia il progetto rilanciato a luglio
dall’Osservatorio Trasporti Genova che prevede nell’area di ‘Erzelli 2’, oggi deposito container gestito dal Gruppo
Spinelli, ma da liberare a fine anno, un autoparco da 26mila
metri quadrati per 360 posti”. “Può essere un parcheggio utile
ma non è la soluzione reale e definitiva per un autoparco degno
del primo porto italiano”, che per Trasportunito dovrebbe essere
realizzato nelle aree ex Ilva inutilizzate a Cornigliano. “Sono
gli unici spazi abbastanza ampi e nella posizione adatta per
ospitarlo – motiva il coordinatore -. Anche se la siderurgia
deve rimanere a Genova, è dimostrato che l’ex Ilva non ha
utilizzato tutto il milione di metri quadrati dello
stabilimento di Cornigliano. Quindi, comunque vada la
discussione in corso sul suo futuro, 500 mila metri quadrati
devono tornare alla città e al porto e, di questi, secondo noi,
100 mila vanno destinati all’autoparco”.
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Fonte Ansa.it