
(di Roberto Iovino)
“Non è una cancellazione. Il mio mandato scade nel 2030 e posso assicurare il pubblico che “Il nome della rosa” andrà in scena al Carlo Felice entro quell’anno. Il rinvio dell’opera di Francesco Filidei è stato determinato dall’esigenza di non compromettere un nuovo equilibrio economico cui si sta arrivando. Ma è una delle nostre priorità la valorizzazione dell’investimento fatto nel 2024. Del resto anche l’Opera di Parigi ha posticipato la messa in scena al 2028″. Michele Galli, sovrintendente del Carlo Felice, spiega così la decisione assunta nelle scorse settimane relativamente al rinvio del debutto dell’opera del compositore italiano Filidei, “Il nome della rosa” che, come è noto, è il risultato di una coproduzione fra la Scala, l’Opera di Parigi e il Carlo Felice. Galli domenica festeggerà i primi 300 giorni alla guida della Fondazione genovese: “Ho avuto un’accoglienza molto positiva.
Genova è una città meravigliosa e debbo dire che i rapporti istituzionali, tanto con il Comune quanto con la Regione si sono subito avviati su un piano di estrema correttezza e collaborazione. Ho trovato un ambiente molto stimolante sul piano culturale”. -La sindaca Salis, presidente della Fondazione è stata in procura a parlare della situazione dell’Amt e pare ch abbia parlato anche del Carlo Felice. Come stanno i conti del Teatro? “Posso dire che tutto è sotto controllo e sotto l’attenzione del Consiglio d’indirizzo. Il 27 febbraio prossimo ci sarà l’approvazione del bilancio di previsione. Siamo su una buona strada. Il progetto “I Custodi del faro” (una campagna finalizzata partecipazione economica lanciata nelle scorse settimane dal Teatro e rivolta tanto alle istituzioni pubbliche e private quanto ai privati cittadini, ndr) sta dando risultati superiori alle attese, il che ci convince della vicinanza della città al teatro”. -Nelle passate stagioni si era registrato un preoccupante calo di presenze agli spettacoli. La situazione, oggi? “Per la lirica abbiamo 1501 abbonati, quindi 251 in più rispetto all’anno precedente, per la sinfonica gli abbonati sono 400. Il mio obbiettivo è quello di consolidare la platea e ampliare sempre più la schiera dei giovani. In questo senso una delle prima decisione che ho preso quando sono arrivato è stata quella di lanciare il progetto educational. E a ottobre avevamo già lo spettacolo per le scuole dedicato a “Don Giovanni” che ha avuto un notevole successo. Mi lasci ringraziare tutto il personale del Teatro dall’orchestra al coro, dai tecnici agli amministrativi: si sta lavorando tutti insieme per il rilancio del Carlo Felice”.
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