
«Mattinata vivace, con un discreto
passeggio tanto nel centro storico come nel centro più in
generale, con una tregua fisiologica nelle ore più calde e una
nuova ripresa delle vendite in serata. Ma scordiamoci i saldi di
una volta, perché i tempi sono cambiati e questo strumento va
ripensato e adeguato alla nuova realtà del commercio». È questo,
secondo la presidente provinciale e nazionale di Fismo
Confesercenti, Francesca Recine, il primissimo bilancio, a
Genova, della giornata inaugurale di saldi estivi, un evento che
continua a mantenere in parte il suo appeal pur non essendo,
ormai, paragonabile a ciò che aveva rappresentato in passato,
tanto per gli esercenti come per gli stessi consumatori, stretto
com’è tra le continue promozioni della grande distribuzione e
dell’online.
«Secondo la ricerca Ipsos commissionata da Confesercenti –
riferisce Recine – il 68% degli italiani attendeva questa
giornata e la spesa media prevista da chi ha deciso di
approfittarne è di 209 euro, privilegiando calzature e
abbigliamento estivo, anche rispetto ai capi più sportivi che
invece avevano tirato le vendite gli scorsi anni. I saldi,
quindi, continuano a rappresentare un momento importante, ma
molto meno che in passato arrivando anche così presto nella
stagione».
«Il nostro settore è profondamente cambiato e – rivela Recine
– molti colleghi hanno scelto di mettere in saldo solo una
piccola parte delle proprie collezioni, in particolare i capi
arrivati in primavera e quindi giunti effettivamente al termine
della loro stagione, se non, addirittura, di non aderire nemmeno
ai saldi. In questo momento dell’anno, infatti, per i negozi di
vicinato è importante lavorare con margini equilibrati e
necessari a sopravvivere, e quindi i saldi riacquisteranno la
loro centralità solo torneranno a tenersi alla fine dell’estate
e dell’inverno, come Fismo chiede da anni e come ha formalizzato
nella petizione nazionale lanciata appena poche settimane fa che
già raccolto migliaia di firme, non solo tra gli addetti ai
lavori».
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Fonte Ansa.it