
La procura di Genova indaga sulle
possibili omissioni da parte degli agenti e dei vertici della
polizia penitenziaria che per almeno due giorni non si sarebbero
accorti di quanto subito dal detenuto di 18 anni violentato e
torturato da quattro compagni di cella a Marassi. Le violenze
sarebbero all’origine della rivolta dei detenuti a Marassi.
Secondo quanto confermato dalla stessa vittima sentita ieri
dal pm Luca Scorza Azzarà, le violenze sarebbero iniziate
domenica 1 giorno e andate avanti almeno fino al 2. Il 3 le sue
condizioni sarebbero peggiorate così tanto che gli stessi
aggressori avrebbero avvisato gli agenti dicendo che però si era
fatto tutto da solo. Solo a quel punto il diciottenne è stato
trasferito nel reparto dell’ospedale San Martino ed è stato
avvisato il pubblico ministero di turno.
Secondo il regolamento penitenziario, ogni giorno gli agenti
entrano nelle celle e fanno la conta dei detenuti. Se uno di
loro è a letto, lo scoprono per controllare che stia bene.
Ebbene, lo ha fatto qualcuno il 2 e il 3? E’ possibile che
nessuno si sia accorto dei tatuaggi sulla faccia e delle
bruciature, fatte con olio bollente, sul corpo del ragazzo? Sono
le domande a cui gli inquirenti vogliono dare una risposta e lo
faranno anche con l’analisi delle telecamere e della
documentazione relativa al giovane detenuto.
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Fonte Ansa.it