
Oltre settemila presenze, undici
lectio e otto dialoghi con trentasette relatori nazionali e
internazionali: sono i numeri della tre giorni ‘Democrazia alla
prova’ organizzata a Palazzo Ducale di Genova dall’omonima
fondazione per la cultura e dal Forum Diseguaglianze Diversità a
cura dell’ex ministro Fabrizio Barca e dal saggista Luca
Borzani, che si è conclusa oggi.
“Di queste giornate restituirei tre elementi. Il primo è la
straordinaria affluenza di libera cittadinanza: le sale si sono
riempite non in base a richiami di apparato o di appartenenza ma
con la voglia di ascoltare, di capire e tornare a casa con
qualche idea in più – sottolinea Borzani -. Il secondo: abbiamo
analizzato in forme diverse il procedere dei meccanismi e delle
dinamiche autoritarie così come le tante forze di opposizione
possibili. Ma non siamo stati melanconici, non siamo stati a
guardare la distanza dal baratro ma l’abbiamo allungata con
sguardi e approcci diversi. Ultimo elemento: l’adattamento della
democrazia ha come presupposto una nuova cittadinanza che si
ricostruisce con una nuova infrastrutturazione sociale. Quale
sia l’infrastrutturazione sociale da costruire oggi è da
discutere. Dovremo mettere in moto altri passaggi, proseguire
con questo metodo e questo percorso di tenere insieme
un’esperienza che possa produrre valore generativo di cui in
qualche misura abbiamo bisogno”.
“Si è espressa una comunità di pensiero che ha accettato un
input che abbiamo chiamato ‘assunti’ attorno a cui portare i
propri diversi punti di vista – spiega Barca -. La prima cosa
che abbiamo imparato è che non siamo né negli Stati Uniti né nel
1914, quindi basta con questo stato di anticipazione del
disastro. È normale avere preoccupazione, ma non paura. Usciamo
convinti che abbiamo le idee e le proposte per rilanciare lo
Stato come una casa di una società accettabile, giusta,
partecipata e senza dominio, insomma democratica. Usciamo con
alcune immagini di una possibile utopia, un modo migliore di
vivere che tiene insieme quelle proposte. Nessuno ci dica che
non le abbiamo. Usciamo con spunti più maturi su come avviare la
trasformazione verso quell’utopia con quelle proposte, su come
modificare il senso comune, rinnovare la classe dirigente,
abbassare le soglie di ingresso nelle diverse infrastrutture
organizzative necessarie per la trasformazione sociale.
Lavoreremo su ciò che abbiamo imparato individualmente e tutti
insieme”.
“È stata una tre giorni veramente stimolante intorno a un
tema quanto mai attuale – commenta la presidente di Palazzo
Ducale Fondazione per la Cultura Sara Armella -. Dalle relazioni
degli illustri ospiti sono emerse proposte e analisi preziose
per sollecitare non soltanto una presa di coscienza, ma azioni
concrete in grado di far fronte alla crisi che la democrazia sta
attraversando”.
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Fonte Ansa.it